domenica 28 luglio 2013

E se mai

Friedhof im Freiburg


Foglie e farfalle, nuvole e pensieri,
così il mio Autunno scrive i suoi fragili voli:
usa tutti i colori del vento,
me li nasconde tra i capelli.
Le parole scritte hanno gli occhi:
così io ti guardo, da lontano.
Le immagini stanno in silenzio,
però hanno le labbra:
è così che ti bacio, a distanza.
E se mai ti arrivasse un odore, un profumo,
un sospiro di muschio nei boschi...
le mie mani che parlano e cantano
quel che il Tempo non dice:
il futuro è memoria.

Riyueren


sabato 27 luglio 2013

Ancora un regalo...d'oltreoceano.



Condivido questo video, regalo di Daniel Rodriguez, perché è un esempio perfetto di come la vera amicizia superi tutte le barriere (qui c'è addirittura un oceano intero, dal momento che Daniel vive nel Texas).

Per quel che riguarda l'affinità d'anima, caro Daniel... la nostra non cesserà mai di stupirmi, anche se ormai dovrei essermici abituata ^__^

Sei un dono per me.Grazie infinite.

mercoledì 24 luglio 2013

Al di là delle nuvole cieche

Su fogli d'ombra

Al di là delle nuvole cieche,
questa notte nei solchi del cielo
vanno a mietere stelle, i miei occhi:
ho lo sguardo affilato al dolore
e una luna compagna.


Riyueren

martedì 23 luglio 2013

Le cose non dette

Things unsaid

Dove vanno, le cose non dette?
Vanno via... ma non dicono dove... né quando.
Non pensare che restino qui, tra di noi.
Dove nessuno le parla
Dove nessuno le ascolta.
Vanno in cerca di case migliori
vanno a labbra più giuste...forse a cuori più attenti.

Le parole non dette, le nostre,
potevamo sputarcele addosso...
ma per garbo, creanza... sì, per buona paura,
le abbiam fatte marcire negli occhi.

Riyueren


Things unsaid

domenica 21 luglio 2013

Lascia...


Going through


Lascia che sia la strada, a seguirti.
Lasciala alle sue curve, ai suoi miraggi di polvere,
... al suo destino di strada.

Lascia al vento i crocevia della nebbia.
Lasciati alle spalle le ombre: sia respiro il tuo passo,
tieni aperti il cuore e le mani, e generoso lo sguardo.

Lascia che sia la strada, a venirti dietro a fatica:
Tu precedila sempre nei sogni.


Riyueren


Noten

sabato 13 luglio 2013

Alla solitudine

Feiburg: Stadtgarten

Ah, mia imperfetta solitudine,
sorella dei figli unici
genitore degli orfani,
amante quotidiana e casta...

Candida come la neve
tu conservi le orme del silenzio.

All'inizio di me vieni correndo,
amica mia, agile e notturna:
ti renderò completa del mio sguardo.


Riyueren

Feiburg: Stadtgarten

mercoledì 10 luglio 2013

Sangue di luce

Murales

È completato un ciclo, ed ogni goccia
in un confine d'acqua ha la sua casa:
certo, non sempre è il mare...a volte è un fiume,
una pozza fangosa... od i miei occhi.

Non è caduto il cielo: sangue di luce
dalle ferite sciama nell'estate.
S'è capovolta solo qualche stella.

Riyueren


Freiburg

lunedì 8 luglio 2013

Meditazioni al guinzaglio

Freiburg


Scrivo parole, cammino i miei pensieri
e li frantumo fra respiri e segni.
Ma sono i miei frammenti che raccolgo:
vado ricomponendo in luci ed ombre
quell'assenza di me che era il mio sguardo.

Se le parole avessero i miei occhi,
su questo foglio vedresti l'orizzonte.

Riyueren


Always myself

mercoledì 19 giugno 2013

Beethoven - Gli ascolti: link n°8 (32 Variations in C minor - Gould) link n°9 (Fantasia op. 77 - Ciani)

Il Faggio (e il gatto)


Le Sonate non sono l’unica branca della produzione pianistica beethoveniana, anche se naturalmente ne costituiscono la parte più rilevante. Un’altra costola di importanza fondamentale è costituita dalle Variazioni: un piccolo gruppo di incisi in cui un tema di qualsivoglia derivazione viene variato secondo diversi canoni musicali. Tra le “prede” di Beethoven, vari brani ed arie d’opera di predecessori (incluso Mozart), ma anche pezzi popolari come God save the Queen e Rule Britannia. Citazione particolare meritano le 33 Variazioni sopra un Valzer di Diabelli op.120.


Le variazioni qui proposte sono invece un gruppo di 32 tratte da un brevissimo tema originale. La scelta dell’interpretazione di Glenn Gould, discusso ma geniale pianista canadese, non è casuale.

Molto spesso questo testo beethoveniano viene sbrigato come un semplice momento di puro virtuosismo esibizionistico (ancora oggi nei Conservatori italiani si soffre questa discutibile interpretazione acritica). Coi suoi tempi dilatati e le sue atmosfere prive di chiari-scuri, Gould rivela invece l’intensa drammaticità di questo momento fondamentale dell’arte pianistica beethoveniana.




Chiude la nostra breve rassegna (tutt’altro che completa, ma era necessario – e come sempre doloroso – fare delle scelte), un brano che mi sta particolarmente a cuore.

 La Fantasia op.77 fu scritta subito dopo il Quinto Concerto. È uno dei pezzi più enigmatici di Beethoven ed in assoluto uno dei più trascurati. Capitato in un periodo di stasi nella produzione sonatistica (alle piccole Sonate opp.78 e 79 segue la breve op.90 prima della decisiva op.101 che inaugura ufficialmente l’ultima fase creativa), è stato affrontato da pochi pianisti nella storia dell’interpretazione. Tra questi il pioniere Arthur Schnabel (fu il primo ad incidere in studio le 32 Sonate complete, dopo averle attentamente revisionate: un’opera ancora oggi encomiabile), Edwin Fischer ed i suoi allievi Brendel e Badura-Skoda, Rudolf Serkin.




Dino Ciani, nato a Fiume da una delle famiglie inviate dal Duce a colonizzare la città-simbolo della dannunziana “vittoria mutilata” ed in seguito costrette ad emigrare a causa della minacciosa avanzata degli spietati partigiani titini, poteva legittimamente aspirare al titolo di più popolare pianista italiano di oggi. Sfortunatamente, un malaugurato incidente d’auto ne stroncò la carriera a soli trentatré anni, che pure erano bastati a Ciani per mettere assieme un repertorio più ricco e variegato di tanti odierni rinomati pianisti italiani alle soglie dei settant’anni.

La scrittura alterna una prima parte di “fantasia”, con scale, arpeggi violenti, ottave spezzate ed un ansimante Prestissimo in tempo di 6/8, ad una seconda in forma di tema con variazioni. Lascio all’ascoltatore l’onere di decidere se questo e gli altri siano brani degni di competere con una giornata bella o brutta che sia, per i più svariati motivi. 

L’augurio è naturalmente che questa breve immersione nell’ars beethoveniana aiuti tutti a capire di più e meglio la vita, e ad apprezzarla; poiché mai come oggi il desiderio di amore universale ed incondizionato, tanto propugnato da Beethoven per vie musicali, è disperatamente necessario.


Giovanni Piana


survivor

Cari amici, si conclude così lo scritto di mio figlio Giovanni che ci ha proposto una scelta di ascolti beethoveniani.
Ogni tanto nelle chiavi di ricerca trovo persone che arrivano qui pensando di trovare il famoso filosofo della musica Giovanni Piana...mio figlio è semplicemente un suo omonimo che s'interessa di musica perché è la sua professione.