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sabato 4 giugno 2016

Papavero

Papaveri

Papavero, prestami il rosso del tuo sorriso!
Non nascondere al mio sguardo la tua bocca.
Sono impaziente come il vento
quando ti cerca fra l'erba.
Ho una pioggia nell'anima,
sono lacrime d'estate.
Incendiami il cuore,
voglio asciugare
ogni assenza
bruciare ogni silenzio.
Anche le mie ali
vogliono baciare il tuo volo.

Riyueren

Papaveri

mercoledì 6 gennaio 2016

Solo parole

Avalanche Rose

Perdute, smarrite lungo le vie del bosco
e nelle mani
senza più sassolini bianchi o neri...
solo parole, senza più casa e senza direzione
inconsapevoli cigni solitari
anatroccoli brutti
in fuga dalle ali
fiammiferaie spente
nell'infinito freddo
di città frettolose e senza luce
fragili sirenette senza gambe
e mute anche negli occhi
tra fogli bianchi e mari di silenzio...

Solo parole senza mai nome e voce.
Vado a cercarle, a prenderle per mano:
me le riporto al cuore, alla mia casa.


Riyueren


Avalanche Rose

mercoledì 1 aprile 2015

La terza foto

Esplorazioni

Ci sono due foto nei miei occhi.
A sinistra un cane e il suo naso
assaporano luci su selciati di ombre.
C'è odore di oscurità,
un sentore di gabbia e guinzaglio.
Ma nel sole al mattino
un presagio si può anche ignorare.
A destra un piccolo uomo esplora
il dipinto di vita e di morte:
si chiederà, forse,
il nome del pittore
il perché dei suoi gesti a colori.
Un giorno ricorderà ogni domanda
come un sogno lontano.
Io vengo per ultima.
Sono la foto che non c'è.
L'invisibile scatto di ogni giorno.
Mutevole immagine del tempo nel Tempo.
Nella camera oscura del cuore
mi vado formando di sguardi e silenzio.


Riyueren


Esplorazioni


Io sono la terza foto di due: essere invisibile non significa non esistere. La farfalla chiusa nel suo bozzolo, non più bruco e non ancora farfalla è un presente in divenire... esattamente come una fotografia. Che uno scatto "fermi" in qualche modo un qualcosa o un qualcuno è una pia illusione (non certo mia, però).
Un'immagine non è che un inizio, un brodo primordiale di luci e di ombre, talvolta soffuse di colori, talvolta nude.
Un big bang del cuore: da quell'esplosione stellare nascono altri sguardi, altri mondi...altri percorsi.
Ogni fotografia si avvolge nel suo bozzolo, poi trova le sue ali e vola via, portandoti con sé.
Cresce, ti sgretola, come una piantina sa fare con l'asfalto.
Poi fiorisce.
E ci sei tu, sulla sommità del suo stelo.

Major Arcana: Strength

venerdì 27 marzo 2015

Come piume

The bench

Vorrei avere una piuma,
una soltanto,
non importa di quale colore.

Vorrei essere, una piuma
ora che si avvicina
la stagione dei voli.

Vorrei sentire il vento
prima ancora che arrivi a baciare
le mie ali di dolore.

Vorrei essere il grano di sabbia
che l'onda danzando ruba
e ridona alla riva.

Ma soprattutto vorrei
in quest'oceano di sogni
trovare
ciò che io sono
e come luce notturna
galleggia
in attesa del giorno.


Riyueren

Le parole di un mio desiderio e le foto dei petali caduti dal pruno al cemento. 

Petali

Tutto vuole significare che anche nella fine ci può essere un momento di Bellezza pura, incontaminata, al di là dei pensieri che si rincorrono o dei mozziconi di sigaretta gettati dal balcone.

Petali

Tutto si riavvolge in un cerchio nelle mani del vento.

Petali

La dolcezza delle cose che vanno a morire e nello stesso tempo offrono ancora se stesse non diventa un velo di malinconia sui miei occhi, ma l'espressione di una forza più grande della fragilità di cui siamo fatti.


Petali

La solitudine alla fine non è un qualcosa di imposto o di autoimposto, per me: diventa una scelta in cui l'anima scorre come acqua.

Resterebbe da chiedersi, da capire "Dove", ma forse noi vogliamo sapere troppe cose e comunque le risposte ben difficilmente ci verranno date nella nostra lingua.

Petali



Petali

E allora io navigo in mezzo ai petali caduti, ascolto le parole delle immagini. E vivo. Sono una luce notturna in attesa del giorno.

E sono anche un petalo piuma.

Petali

martedì 24 febbraio 2015

Nell'erba

Nell'erba

Da un seme indesiderato
che cosa può nascere
se non esilio e solitudine?

Non ho una terra a cui tornare:
le mie radici stanno tutte in una tasca
affondano lì insieme a queste mani.

Nulla mi trattiene e io nulla trattengo
Nulla mi possiede e io nulla possiedo

A differenza degli alberi
posso rotolarmi
nell'inquietudine del vento,
vagabondare di strada in strada
trascinarmi o danzare sulla polvere.

A differenza delle pietre
non aspetto un calcio o una mano
per potermi muovere:
avanzo e cado e mi rialzo da sola.

La pianta del mio orgoglio
cresce rigogliosa nell'ombra
timida come una violetta:
nasconde la sua vita
lungo i muri
un sottile profumo di pioggia.

Riyueren

Nell'erba

sabato 8 marzo 2014

Per la mia festa

Fior di pruno

Non voglio morire prima d'esser morta,
sarebbe un morire troppo lungo:
non voglio vedere l'agonia dei sogni
cadere come polvere sull'alba.
Inevitabile, morire, ed io lo riconosco
ma lasciatemi morire di vita,
non voglio cure per questa malattia.
Prima che i miei occhi
si chiudano per sempre
lasciatemi spazi di luce,
che io possa vedere l'amore.
Prima che i miei passi
si arrestino per sempre,
lasciatemi la riva del mare,
che io possa incontrare l'orizzonte.
Prima che la mia voce
taccia per sempre,
lasciatemi libera la bocca,
che io possa cantare i miei silenzi.

Riyueren





Fotopoesia

venerdì 21 dicembre 2012

Con gli occhi di una rosa

Come una rosa


Con gli occhi di una rosa io ti parlo
mentre il silenzio vela le sue spine.

Vede per me, la rosa,il nostro altrove:
intatta sopravvive alle ragioni
che nel mio cuore scava la tua assenza.

Palpita a neve un canto profumato
e del tuo passo serba orma leggera.

Riyueren


Come una rosa


Un fiore non ha voce, un fiore è profumo, o anche solo sguardo.

Come una rosa


Io non assomiglio a questa rosa, a dire la verità: sono molto più simile ad un'erba di campo o ad un fiore piccino, nascosto.
Ma la rosa, guardandomi, mi ha detto delle cose, senza parole, e altre ancora me le ha fatte capire.

Come una rosa

Come si fotografa un fiore? tecnicamente io sono l'ultima persona che può dire come si fa.

Come una rosa


Potrei dire come si guarda, un fiore. E come ci guarda.

Armonia di rosa

Armonia di rosa

Credevo non fiorisse più, questa rosellina: la piantina era, sembrava, secca, avevo dovuto potarla così tanto che c'era solo uno spuntone, nel vaso.

Come una rosa

Ma ha messo le foglie...e sono diventate gialle...l'ho potata di nuovo, l'ho abbandonata nel poggiolo...ho dovuto: dopo averle cambiato la terra mentre era in casa, la cucina pullulava di moscerini...sparita la rosa, anche i moscerini se ne sono andati, quindi...

Poi, ecco che le foglie rispuntano... anche un bocciolo, uno solo...la rosa fiorisce...cade la neve, fa freddo, la riporto in cucina.

Come una rosa

Una fotografia non nasce mai nel momento dello scatto...no, nasce molto prima.

Armonia di rosa

Sono giorni e giorni che guardo la rosa.

Armonia di rosa


L'ho osservata sino a quando non mi ha detto cosa desiderava.
Voleva aiutarmi a capire alcune cose. Cose di me.

Armonia di rosa


Spesso le fotografie sono l'unico modo che abbiamo per vederci come siamo realmente (questo è il mio pensiero quindi è ovvio che sia questo il mio modo).

Come una rosa

Sarebbe bello poterci vedere, poterci specchiare, negli occhi degli altri...ma non sempre si può.

Come una rosa


Allora ecco che può bastare una rosa.
Una rosa che ti guarda.

Come una rosa


E quando tu l'hai fotografata, allora quella rosa non parla solo a te, di te...quella rosa parla a tutti quelli che la vedono: parla di te... e parla anche di loro.

Come una rosa

mercoledì 31 ottobre 2012

Teatrino (Ombre Blu)

Ombre blu


Rimane ai miei occhi qualcosa di bello:
una luce, il riflesso di un'ombra,
il mio nome appoggiato al silenzio.

La bottiglia trafitta dal sole.
Questo povero niente, il mio tutto.

Riyueren


Ombre blu



Fiori di plastica. Nessuno, a quanto pare, li ama. Non amiamo le cose finte, non quando prendono l'aspetto di quelle vere...o meglio, quando pretendono di esserlo nonostante la falsità evidente.


Fiori di plastica



Come se non ci fossero anche persone di plastica...

Ma io preferisco i fiori di plastica, alle persone finte.

Questo perché finalmente ho capito una cosa. A forza di zuccate nel muro, ma ho capito.


Fiori di plastica


Io non sono "venuta al mondo":credevo, fosse così... invece sono venuta in un teatro d'avanspettacolo (quando va bene).

Quando va male, mi ritrovo in un circo dove ci sono funamboli e giocolieri di parole e tanti altri animali a due zampe, anzi, non animali, bestie inferocite...forse perché sono in gabbia (purtroppo solo in senso metaforico, se ci fossero veramente forse farebbero meno danni, a se stessi, agli altri e all'ambiente). 

Un teatro di burattini che credono di essere i burattinai gli uni degli altri.

Mi sono resa conto di non essere, come comunemente si dice,"venuta alla luce": sono finita in mezzo al buio e alla nebbia.


Streghetta


Non resta che procurarmi una torcia e godere lo spettacolo sapendo che purtroppo ne faccio parte anch'io pur non indossando maschere.

Rimango qui, nel circo teatro, perché, non sapendo da dove sono arrivata, non so se mi conviene tornarci. Magari è peggio.


Streghetta


Nessuno però potrà mai togliermi dagli occhi la bellezza che vedo: resta lì, e non è certo una maschera come quelle indossate dagli attori del teatrino che mi circonda.

Qualche volta mi accade di vederla anche nelle persone, la Bellezza, ma sempre più raramente, purtroppo : molto spesso alla fine si rivela di plastica, soprattutto il sorriso.

Finisco per trovarla nelle cose, o negli animali (a proposito, il mio amico pettirosso è tornato, la foto è dell'altra mattina).

Pettirosso



Posso ancora godere della luce che filtra attraverso una bottiglia di plastica.

Ombre blu, sul muro del mio silenzio.

E non è poco. 


Ombre blu

sabato 17 marzo 2012

Tanka Primaverile

Seasons

Tiepida luce
Di passi silenziosi.
Rami di sole.

A pensieri dorati
Fiorisce il mio respiro.

Riyueren

Seasons

domenica 5 giugno 2011

Papavero Nomade

Papavero



Quel che di me non so è quel che sono
Ed io lo cerco, oltre le parole.
Per coglierne un riflesso come un fiore
Ho lucidato a specchio il mio silenzio.

Riyueren 



..non invento una storia, se racconto la vita di un fiore. 


"Nato ai lati di una strada, ai margini della polvere. In mezzo ad altri fiori come lui, più alti e più bassi, visitato dal vento e da insetti golosi, generoso di nettare e di colore, viveva in solitudine in cima al suo stelo senza sentirsi solo. 

 Papavero  

Il suo cuore era fragile, come le ali di una farfalla: fragile e rosso.

Sembrava che uno sguardo un poco più intenso, anche se ammirato, avrebbe potuto sciuparne la bellezza. 

Anche il vento non era sempre delicato, con il fiore: spesso lo stropicciava per bene, ma il fiore lo accoglieva con un grosso inchino, arrivava a sfiorare la terra... per rialzarsi subito dopo.

Poi, quando il vento andava via, il fiore si metteva a pensare: ragionava sul cielo e le nuvole, gli uccellini e le stagioni, sui suoni del vento e dell'acqua, sul rumore degli uomini.

Sapeva che come ogni cosa viva la sua vita aveva dentro di sé anche la morte.

Ma sapeva anche questo: che tra la vita e la morte c'è l'eternità."

Un fiore rosso lo sa che il suo colore è per sempre: è il colore dell'anima, il colore dell'anima nomade, e nessun sole lo può scolorire.