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giovedì 14 gennaio 2016

No, io...

Self

No, io non c'ero:
era un bisogno,
un desiderio,
un vuoto,
un'assenza
un'illusione.
Un Sogno
senza fissa dimora
fra i tanti e vagabondi
sogni altrui.

Riyueren



Self

Ricopiare un gesto,
la cadenza di un passo,
la riflessione di un ricordo d'altri,
è tempo estraneo
e non mi assomiglia.

Ricopiare una voce,
ridisegnare un luogo,
lo specchio e il gelsomino...
è questa la mia casa?
no, non è mia: è un luogo sconosciuto.

Freddo, trasmuta in neve ogni silenzio
e sono candide, le orme del dolore.


Riyueren

martedì 23 giugno 2015

Sospesa

Sguardi sulla pioggia

Sospesa galleggio
in forme di parole
contenitori
confini temporali
piogge acuminate
spigoli del dove
nell'incerto quando
vado
a contrastare il vento
trema il mio volo

Sorpresa altrove
foglia di suoni
stagione che dissolve
alle radici
queste mani


Riyueren

Riflettevo su come fossi arrivata ad amare le parole, così tanto e così presto, nella mia vita.

Pensavo, scioccamente, ora me ne rendo conto, che se fossi riuscita a trovare le parole per esprimere le sensazioni, le emozioni che mi abitavano, finalmente le persone con cui vivevo mi avrebbero compresa e, di conseguenza, accettata e magari amata, anche.

In realtà a nessuno qui interessava ascoltare un'altra lingua se non la propria e non avevano certo voglia e tempo di impararne un'altra: alla fine le mie parole non erano che suoni incomprensibili e segni indecifrabili.

Per molti, ora ho capito, le parole non sono, non debbono essere, che contenitori: tu le offri come un dono ma quasi tutti si fermano all'involucro esterno, alla forma. Non vedono, non vogliono, altro: una bella carta possibilmente luccicante e infiocchettata ma dentro, per amor del cielo, niente, meglio il nulla che una qualche sorpresa.
Meglio l'ovvietà del vuoto piuttosto che un brulichio di significati e qualche emozione da sgrovigliare.

Magari tu dentro al pacchetto di parole ci hai lasciato un'anima ferita molte volte: a nessuno importa veramente, anzi, la vista del sangue, quando addirittura non spaventa, fa schifo.

Così tu arrivi a portare altrove il tuo volo, controvento, controcorrente.
Non più stagioni, non più radici. Senza tempo, senza terra.

E le parole le tieni per te, ti ci avvolgi e ti regali a te stessa.


Sguardi sulla pioggia

giovedì 8 maggio 2014

Anima

L'olmo

Dalla guaina del loro sorriso
sanno estrarre parole affilate.
Ogni giorno è una lama sospesa.

Riyueren


L'olmo

... ma anche da un'anima amputata rispuntano nuovi germogli. Nuove piume per nuovi voli.

L'olmo

Ho trovato una rosa strappata dal vento lungo la strada: ho accarezzato così il mio vecchio amico olmo, per ringraziarlo della lezione che mi ha dato. Nulla è per sempre (in questo caso non lo è nemmeno una fine).

mercoledì 10 aprile 2013

Sogno di luna

Moondream



Quello che non so ancora è nel mio sguardo,
così i miei occhi vanno a cuore aperto
in questo mondo-specchio sempre infranto
di verità, mosaico senza pace.
Non mi ferisce più la luce forte:
non sono che un minuscolo frammento
che nelle cose si riflette a fuoco,
e quando è al buio si cammina dentro.

Riyueren

Self ...divertimento

giovedì 7 marzo 2013

Piume del Sogno

Buddha delle Piume


Abito mondi estranei, strane terre.
Vivono in me da prima che io fossi.
Da qui i miei occhi palpitano in volo.
Il cuore è sguardo e vede nel silenzio.

Riyueren


Feathers

lunedì 25 febbraio 2013

Cages

Cages


Nuda e selvaggia, io bambina ancora,
era indecente, ma si tollerava.

Poi mi han cresciuta e rivestita a forza,
domato con i fiocchi i miei capelli
e ad ogni Pasqua andando dalla sarta
mi avrebbero cucito anche la bocca,
se avessero potuto, e mani e piedi.

Ora che sono sempre più una donna,
anima nuda e scalza, rendo inquieti
gli sguardi mascherati e ben vestiti.

Riyueren


Nella mia vita ho conosciuto persone in gabbia, a volte loro malgrado, a volte complici di quel quieto non vivere che porta ad avere sguardi (e anche parole) mascherati e ben vestiti... Persone che forse pensavano di essere al di qua delle sbarre, non dentro.


Allo zoo
















Ricordo l'anno scorso una visita allo zoo: i personaggi che intendo io, quelli che pensano di essere fuori dalle gabbie, erano tutti intenti a ridere in faccia agli animali, mangiando mele e fotografando con teleobiettivi da paura, usando il flash dove era proibito... sino a quando le scimmie non han girato loro il di dietro ( e allora ho riso io).



Cages
















Sono stata una bambina difficile, un'adolescente ribelle per certi aspetti e zerbino per altri, ora credo di essere una donna "dolcemente scomoda".

Spero per me di diventare una vecchia un po' più saggia e di evitare le gabbie.

Spero di conservare sempre la poesia nello sguardo, anche se la mia anima se ne va in giro nuda, selvaggia e scalza.

Mi rendo conto che così come vivo (o anche solo come guardo) posso apparire inquietante alle persone in gabbia. So anche che in futuro pagherò ancora più duramente per poter continuare ad essere me stessa.

Non ha importanza, sono sulla mia strada. E ci resto, anzi, meglio, ci cammino.


Manichini...a Verona

mercoledì 6 febbraio 2013

Border Trees

Albero di confine


Albero di confine...
ed è così che viaggi, mio silenzio
come i miei occhi vedono i tuoi occhi:
un abbraccio di rami nella corsa
solitaria bordura di orizzonte
freddo di nebbie, confuso dai vapori
hai le radici nel giorno a mia memoria.

Parola di confine,
ascolto il nulla del cielo rumoroso
dove i voli s'appoggiano all'azzurro:
sono un giardino, e al di là dei vetri
mi semino in pensieri, mi coltivo
ma nel riflesso d'albero io vedo
come muovo le labbra e velo il cuore.

Riyueren


Albero del confine


Dal pullman in corsa, dai miei pensieri che corrono, dai sogni che si aprono ad ogni sguardo, sono nate queste foto...così come si aprono i miei occhi sugli alberi di confine... è così che ho deciso di chiamarli, quegli alberi solitari che mi piacciono tanto, sarà perché mi somigliano un poco.

Sono alberi soli, anche quando sono insieme ad altri alberi.


Alberi del confine

E ci sono anche parole di confine, quelle che stanno ai bordi, quelle che segnano l'orizzonte.

Alberi del confine

Anche le parole di confine mi assomigliano, in equilibrio sul cuore.

Alberi del confine

sabato 26 gennaio 2013

Acqua e cielo

Mare d'inverno

Cielo notturno
Io dentro agli occhi ascolto
Passi di stelle.

Riyueren

Mare d'inverno

Guardare il cielo è ascolto.

Del cielo si possono ascoltare i riflessi nell'acqua, il respiro dei colori e quel mutare delle nuvole che ci fa pensare di poter raggiungere un giorno, forse, l'orizzonte dei sogni.

Mare d'inverno


Per "vedere" occorre fare silenzio, ascoltare le voci, i suoni delle cose attorno a noi... ascoltarne gli echi al nostro interno.
Perché mentre le cose ci parlano e noi le ascoltiamo... sappiamo di noi un po' di più.

Mare d'inverno


Io ascolto con gli occhi. Lo faccio soprattutto per necessità, specie da quando il mio sguardo è diventato un ausilio per le orecchie sempre più manchevoli.
Non saprei dire se nel cambio ci ho proprio rimesso del tutto o no.

Il mare d'inverno


L'altro giorno sono rimasta ad ascoltare il mare sulla spiaggia di Pegli: quei suoni sottili della spuma quando ritorna indietro in tanti rivoli.

Il mare d'inverno


Dai segni riesco a capire quello che purtroppo non arriva più al mio ascolto. 

Il mare d'inverno


Ma se ascolto con il cuore, con gli occhi... e faccio silenzio, divento silenzio io stessa... allora il mio mare interno si acquieta ed il cielo mi abbraccia con mille riflessi dorati.

Il mare d'inverno

Queste foto non sono che l'inizio di un discorso. Un dialogo fra me e il mare ma dove le parole come le intendiamo noi non sono necessarie.

Il mare d'inverno

Non so se sono stata capace di riferire tutto quello che l'acqua mi ha "detto" mentre ci guardavamo una nel cuore dell'altra, ma è stato comunque un bel pomeriggio.

Il mare d'inverno


Il mare d'inverno

martedì 1 gennaio 2013

Nel bosco e nell' anima

Witchwood


Cadono ad una ad una le parole:
il mio pensiero è finalmente spoglio.
Restano nude ed avvinghiate al tronco
certe emozioni, rampicanti muti
che la voce del Tempo più non regge.
Ma le ferite mi aprono la bocca:
vago nel mio silenzio e lungo il bosco
semino echi che non danno frutti.
Voragini nel muschio: le radici
hanno scavato i sogni sino al cuore.
Vibro i miei rami al cielo ed è preghiera:
che l'innocenza torni nei miei occhi.

Riyueren


Witchwood


Quante volte la natura si offre ai miei occhi come specchio... ma, come spesso accade, nonostante io la guardi attraverso la lente di un obiettivo, quindi ben consapevole di stare osservando, i miei occhi sono aperti, sì, ma la mia anima è cieca: per fortuna si tratta di una cecità provvisoria; quando torno a casa e rivedo le foto mi si aprono l'anima, la mente e il cuore (stavolta ho impiegato più tempo del solito, ma è comprensibile: certe visioni interiori non sempre sono incruente).

Witchwood

In questo bosco ho vagato e divagato in lungo e in largo, utilizzando tutti gli obiettivi che ho, senza rendermi conto che stavo camminando anche dentro di me.

Witchwood

Questo è un luogo sicuramente magico ma certamente stregato.

Witchwood

Si tratta, da alcuni cartelli che ho visto per strada, di una zona di caccia al cinghiale...e comunque c'erano diversi bossoli, per terra.

Witchwood

Estremamente silenzioso, ma solo all'apparenza.

Witchwood


Ormai dovrei ricordare che le mie orecchie deficitarie lo sono solo per certi suoni ma non per altri. Dovrei capire, quando certi soggetti "mi chiamano", che il suono del non suono può essere talmente forte da sovrastare ogni mia più intima fibra.

Witchwood

Sono entrata nel bosco alle 14.46 e ne sono uscita alle 15.50 (ho riportato le ore impresse nei file).

Witchwood

Quello che sui file non è scritto è che ne sono uscita quasi di corsa, anzi, veramente mi reggevo a stento, come un'ubriaca: non ce la facevo più, avevo le orecchie sovraccariche come quando, ad un concerto rock, ci si mette troppo vicino alle casse degli altoparlanti. Eppure, a parte me, non c'era nessuno.

Witchwood

Solo ora, dopo che finalmente ho scritto tutto questo, soprattutto le parole all'inizio del post... solo ora comprendo.

Witchwood


Le parole segnano e in-segnano i confini, le immagini aprono gli orizzonti.

Di solito accade il contrario, ma questa volta le immagini, il bosco, hanno spalancato in me orizzonti che non conoscevo: non lo hanno fatto con grazia e delicatezza, è stato come precipitare.

Witchwood


Per fortuna le parole hanno fatto da argini alla piena, mi hanno aiutato a contenere, ad abbracciare: in un secondo tempo, è vero, ma ci sono riuscite.

Hanno insegnato alla mia anima i suoi propri confini, che non sono dei limiti,no,ma certe volte sono necessari, i confini della consapevolezza, quando nel bosco si aggirano predatori.

Witchwood


Ed ora, dopo aver preso, un po' dolorosamente, lo ammetto, coscienza di alcune cose, posso finalmente fare a tutti i miei auguri per un Sereno Anno Nuovo. Buon 2013!

Auguri di Buon Anno

venerdì 21 dicembre 2012

Con gli occhi di una rosa

Come una rosa


Con gli occhi di una rosa io ti parlo
mentre il silenzio vela le sue spine.

Vede per me, la rosa,il nostro altrove:
intatta sopravvive alle ragioni
che nel mio cuore scava la tua assenza.

Palpita a neve un canto profumato
e del tuo passo serba orma leggera.

Riyueren


Come una rosa


Un fiore non ha voce, un fiore è profumo, o anche solo sguardo.

Come una rosa


Io non assomiglio a questa rosa, a dire la verità: sono molto più simile ad un'erba di campo o ad un fiore piccino, nascosto.
Ma la rosa, guardandomi, mi ha detto delle cose, senza parole, e altre ancora me le ha fatte capire.

Come una rosa

Come si fotografa un fiore? tecnicamente io sono l'ultima persona che può dire come si fa.

Come una rosa


Potrei dire come si guarda, un fiore. E come ci guarda.

Armonia di rosa

Armonia di rosa

Credevo non fiorisse più, questa rosellina: la piantina era, sembrava, secca, avevo dovuto potarla così tanto che c'era solo uno spuntone, nel vaso.

Come una rosa

Ma ha messo le foglie...e sono diventate gialle...l'ho potata di nuovo, l'ho abbandonata nel poggiolo...ho dovuto: dopo averle cambiato la terra mentre era in casa, la cucina pullulava di moscerini...sparita la rosa, anche i moscerini se ne sono andati, quindi...

Poi, ecco che le foglie rispuntano... anche un bocciolo, uno solo...la rosa fiorisce...cade la neve, fa freddo, la riporto in cucina.

Come una rosa

Una fotografia non nasce mai nel momento dello scatto...no, nasce molto prima.

Armonia di rosa

Sono giorni e giorni che guardo la rosa.

Armonia di rosa


L'ho osservata sino a quando non mi ha detto cosa desiderava.
Voleva aiutarmi a capire alcune cose. Cose di me.

Armonia di rosa


Spesso le fotografie sono l'unico modo che abbiamo per vederci come siamo realmente (questo è il mio pensiero quindi è ovvio che sia questo il mio modo).

Come una rosa

Sarebbe bello poterci vedere, poterci specchiare, negli occhi degli altri...ma non sempre si può.

Come una rosa


Allora ecco che può bastare una rosa.
Una rosa che ti guarda.

Come una rosa


E quando tu l'hai fotografata, allora quella rosa non parla solo a te, di te...quella rosa parla a tutti quelli che la vedono: parla di te... e parla anche di loro.

Come una rosa