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domenica 17 aprile 2016

Io sono in viaggio...

Every journey begins with a movement of the soul

Per conoscere la mia terra,
accarezzare il cielo,
sciogliere i confini,
percorrere i silenzi
annusare il vento
liberare i sogni
...Io sono in viaggio.

(Se non parti
non avrai mai
un luogo a cui tornare).


Riyueren


Soap bubbles

martedì 23 giugno 2015

Sospesa

Sguardi sulla pioggia

Sospesa galleggio
in forme di parole
contenitori
confini temporali
piogge acuminate
spigoli del dove
nell'incerto quando
vado
a contrastare il vento
trema il mio volo

Sorpresa altrove
foglia di suoni
stagione che dissolve
alle radici
queste mani


Riyueren

Riflettevo su come fossi arrivata ad amare le parole, così tanto e così presto, nella mia vita.

Pensavo, scioccamente, ora me ne rendo conto, che se fossi riuscita a trovare le parole per esprimere le sensazioni, le emozioni che mi abitavano, finalmente le persone con cui vivevo mi avrebbero compresa e, di conseguenza, accettata e magari amata, anche.

In realtà a nessuno qui interessava ascoltare un'altra lingua se non la propria e non avevano certo voglia e tempo di impararne un'altra: alla fine le mie parole non erano che suoni incomprensibili e segni indecifrabili.

Per molti, ora ho capito, le parole non sono, non debbono essere, che contenitori: tu le offri come un dono ma quasi tutti si fermano all'involucro esterno, alla forma. Non vedono, non vogliono, altro: una bella carta possibilmente luccicante e infiocchettata ma dentro, per amor del cielo, niente, meglio il nulla che una qualche sorpresa.
Meglio l'ovvietà del vuoto piuttosto che un brulichio di significati e qualche emozione da sgrovigliare.

Magari tu dentro al pacchetto di parole ci hai lasciato un'anima ferita molte volte: a nessuno importa veramente, anzi, la vista del sangue, quando addirittura non spaventa, fa schifo.

Così tu arrivi a portare altrove il tuo volo, controvento, controcorrente.
Non più stagioni, non più radici. Senza tempo, senza terra.

E le parole le tieni per te, ti ci avvolgi e ti regali a te stessa.


Sguardi sulla pioggia

lunedì 6 aprile 2015

Gli occhi



Villa Panza - Varese

Gli occhi mi guidano all'ascolto
e sulle labbra
le parole acquistano una forma.
Consonanti visibili e vocali:
così la frase si compie nel mio sguardo.

Ma chi li aiuterà, i miei occhi,
se l'orizzonte a un tratto si raddoppia,
sulle spalle ogni linea mi s'incurva
per adagiarsi obliqua sopra al cuore?


Riyueren



Villa Panza - Varese

I miei occhi sono tutto l'aiuto che ho: mi ci appoggio sempre di più, come ad un bastone, anzi, due, come le stampelle. Sorreggono la mia comprensione del mondo: non mi sfuggono i suoi movimenti, anche i più impercettibili.


So leggere le labbra delle persone: vocali e consonanti si susseguono in un insieme di forme che mi guida al senso compiuto, al significato, al di là dei suoni che sfuggono sempre più velocemente alle mie orecchie.

Ora devo trovare un aiuto per questi occhi che da tanto fanno un doppio lavoro: guardano e ascoltano. Sono stanchi. Prosciugati dalla mia inquietudine di "vedere" e dalla fretta di comprendere quello che "vedo".

Occhi diventati troppo sensibili: un alito di vento, una giornata di sole pieno li feriscono. 
Mi regalano immagini sorprendenti della mia essenza e nel farlo si consumano.

Sono coraggiosi, i miei occhi: come falene si fissano a questo schermo, a questa luminosità virtuale che sola permette la visibilità dei miei sguardi a me stessa e al mondo con cui li condivido.

Ardono e bruciano ancora di più quando li rivolgo al mio interno.
Piangono al mio posto, i miei occhi: piangono le lacrime che io vorrei trattenere.

Sfidano i contorni del mondo, che sempre più sfumano uno nell'altro e si sdoppiano: poveri miei occhi, che continuano il loro cammino generoso in questo labirinto che si fa via via più silenzioso.

Solo la mia anima, credo, avrà la forza per sorreggerli.

Villa Panza - Varese

martedì 24 febbraio 2015

Nell'erba

Nell'erba

Da un seme indesiderato
che cosa può nascere
se non esilio e solitudine?

Non ho una terra a cui tornare:
le mie radici stanno tutte in una tasca
affondano lì insieme a queste mani.

Nulla mi trattiene e io nulla trattengo
Nulla mi possiede e io nulla possiedo

A differenza degli alberi
posso rotolarmi
nell'inquietudine del vento,
vagabondare di strada in strada
trascinarmi o danzare sulla polvere.

A differenza delle pietre
non aspetto un calcio o una mano
per potermi muovere:
avanzo e cado e mi rialzo da sola.

La pianta del mio orgoglio
cresce rigogliosa nell'ombra
timida come una violetta:
nasconde la sua vita
lungo i muri
un sottile profumo di pioggia.

Riyueren

Nell'erba

martedì 29 luglio 2014

Dreaming

Dreaming
Quando il vento si fa respiro attraversando il bosco, lui viene: il Sogno.

Forse segue il profumo della terra, l'odore delle piogge cadute sui fogli del giorno... o forse è il sussurro dell'erba a risvegliare i suoi passi.

Una sola certezza: la sua voce ha il suono del piccolo fiume nascosto, quello che ti confonde mentre cerchi la tua strada (è una musica lontana, a tratti, sull'aria) e poi all'improvviso ti scorre davanti e allora tu l'attraversi affidandoti alle sue mani d'acqua, sasso dopo sasso, un piede dopo l'altro, sino all'altra riva).

È albero, ma anche quel pezzetto di cielo verso cui ogni albero tende.
E insieme è radice, profondamente lontana... al tuo interno.

Il Sogno è un'ombra che va oltre. Affiora nello specchio, t'incanta nei riflessi.

I suoi volti sono infiniti, diversi fra loro, alcuni anche opposti, contrari... nomi che popolano i suoi occhi, ma lui non ha un nome, nessun nome lo può contenere: lui che è moltitudine scivola con le sue ali su orizzonti solitari, linee mute che contengono le sue labbra.

Il Sogno conduce visioni: il suo cammino conosce i segreti dello sguardo.

Riyueren


Wings

martedì 29 aprile 2014

Il volo 2

L'ombra del suono

Quante parole abita il Silenzio...
brusio di luci e brulicare d'ombre
che nel mio sguardo ascolto
mentre dipano i passi della vita:
sono una pietra d'erba mossa al vento
e dove il muschio cresce, nel mio cuore,
mi nascondo a me stessa, non mi cerco.
La mia anima è muta, senza casa:
quanti silenzi abita in parole...


Riyueren

Cimitero Monumentale (Milano)

Torno da un volo e mentre, posata in me stessa, liscio una ad una le mie piume un po' stanche e arruffate, medito sui silenzi che ho attraversato, su quelli che sono riuscita a sciogliere, sulle parole che li abitano e di cui devo ancora trovare la porta... e chissà che io non riesca ad affacciarmi alla loro finestra, un giorno.

So che alla fine è in me stessa che guarderò e non ho paura: sosterrò il mio stesso sguardo e spiccherò l'ennesimo volo senza sapere, come al solito, se sarò in grado di condividerne la prospettiva.

Cimitero Monumentale (Milano)

Attraversando questi viali, al Monumentale di Milano, dove il Dolore si è sublimato in Bellezza, mi propongo di fare altrettanto anche con la mia vita.

Cimitero Monumentale (Milano)

La mia anima ha necessità di una casa, di un luogo dove potersi riposare dai continui voli in cui a volte si libera, a volte s'imprigiona.

Una casa dove non si senta prigioniera nonostante l'oro delle sbarre e lo sportello della gabbia lasciato aperto.

Imparerò a cercarla in me stessa, una casa... Sto invecchiando, è il motivo per cui ogni tanto dimentico che questa è l'unica strada per me.

Cimitero Monumentale (Milano)

venerdì 31 gennaio 2014

Il torsolo di un sogno

Neve

Tempesta di neve e di pioggia, il vento è fortissimo...
Io ho parole dentro di me...sono forti, impetuose come questa tempesta di acqua e ghiaccio.
In realtà sono emozioni, non sono ancora parole..non sono neppure pensieri.
Guardo attraverso i vetri e mi viene da piangere, come quando vedo o ascolto qualcosa di bello... entro in risonanza con questo qualcosa che vorrei conoscere ma so che è inconoscibile.

Rodin

Forse è per questo che piango,
per tirar fuori anche le mie tempeste
per trovare loro quel nome che non trovo
e che non so se è il mio nome..e vorrei tanto che lo fosse
perché se fosse così io avrei raggiunto un qualcosa di certo in tutto questo effimero di cui faccio parte

mentre in realtà io posso, al massimo, accompagnare il mio mutamento

Rodin

I due torsoli di mela si abbracciano là sulla finestra
si sorreggono a vicenda e la luce li rende bellissimi
l'orsacchiotto bianco è ancora a testa in giù

fotografo tutto questo dentro di me, solo con i miei occhi

Cores of a dream

La mia memoria è più eterna di una semplice fotografia
una foto in fondo è semplicemente un promemoria, un segnale stradale nel cielo o nell'anima.
..e l'immaginazione non è che un frutto della solitudine...un bel frutto maturo...
Posso fotografare il torsolo di un sogno.

Cores of a dream

sabato 13 aprile 2013

Riassunto

Things are us


Dalla memoria cadono i ricordi,
lacrime di colore lungo il volto:
un suono caldo leviga la pelle
un suono freddo scava le mie labbra.
Verrà l'inverno a sciogliermi d'assenza,
ma è così quieta, l'ombra, nella luce!

Riyueren


Una serie di scatti "casalinghi" (ora tutti su Mutazioni, qui ce ne sono solo alcuni) dovuti soprattutto al mio non star bene di questi ultimi giorni, e la mia anima nomade è ripartita per uno dei suoi viaggi: destinazione sconosciuta, lo saprò all'arrivo, come al solito.


Things are us (b/w is me)


E prima ancora, molto prima, la rilettura integrale di Innerland, da cui sono iniziati (e terminati, in un caso almeno) tutti i miei viaggi: volevo raccogliere in un file di Word tutte le poesie... cosa che mi ha letteralmente obbligata a rileggere anche il resto... parole che avevo dimenticato e anche parole che volevo dimenticare.

Things are us


Così questo post è un riassunto del riassunto... uno di quei giorni che ti segni sul calendario (non uso più l'agenda da un pezzo) lo guardi prima di scriverci... poi prendi un bel pennarello, uno di quelli rossi e grossi, e lui schizza via da solo: "da qui".
"Da qui", da me, da me soltanto, da me sola.

Things are us


Vedere l'elastico che è stato Innerland, vederlo tutto nella sua interezza, nell'interezza delle assenze, solo mie, peraltro, le assenze da me stessa, più che le cadute ... l'effetto è stato "grandioso": già, un dolore grande.

Things are us


Ma, come ho scritto, l'ombra è molto quieta, ora, si riposa... e lo fa grazie alla luce ... di cui, in fondo, non è altro che l'abbraccio.


Things are us (b/w is me)

mercoledì 6 febbraio 2013

Border Trees

Albero di confine


Albero di confine...
ed è così che viaggi, mio silenzio
come i miei occhi vedono i tuoi occhi:
un abbraccio di rami nella corsa
solitaria bordura di orizzonte
freddo di nebbie, confuso dai vapori
hai le radici nel giorno a mia memoria.

Parola di confine,
ascolto il nulla del cielo rumoroso
dove i voli s'appoggiano all'azzurro:
sono un giardino, e al di là dei vetri
mi semino in pensieri, mi coltivo
ma nel riflesso d'albero io vedo
come muovo le labbra e velo il cuore.

Riyueren


Albero del confine


Dal pullman in corsa, dai miei pensieri che corrono, dai sogni che si aprono ad ogni sguardo, sono nate queste foto...così come si aprono i miei occhi sugli alberi di confine... è così che ho deciso di chiamarli, quegli alberi solitari che mi piacciono tanto, sarà perché mi somigliano un poco.

Sono alberi soli, anche quando sono insieme ad altri alberi.


Alberi del confine

E ci sono anche parole di confine, quelle che stanno ai bordi, quelle che segnano l'orizzonte.

Alberi del confine

Anche le parole di confine mi assomigliano, in equilibrio sul cuore.

Alberi del confine

venerdì 11 gennaio 2013

Sequenza di volo

Sequenza di volo


All'estremo di me, siede il mio sguardo,
semplice specchio, margine inesploso...
ma poi il Silenzio scoppia in molte voci
ed ogni suono è ala che m'invita.

Riyueren


Sequenza di volo

Sequenza di volo

Sequenza di volo

martedì 1 gennaio 2013

Nel bosco e nell' anima

Witchwood


Cadono ad una ad una le parole:
il mio pensiero è finalmente spoglio.
Restano nude ed avvinghiate al tronco
certe emozioni, rampicanti muti
che la voce del Tempo più non regge.
Ma le ferite mi aprono la bocca:
vago nel mio silenzio e lungo il bosco
semino echi che non danno frutti.
Voragini nel muschio: le radici
hanno scavato i sogni sino al cuore.
Vibro i miei rami al cielo ed è preghiera:
che l'innocenza torni nei miei occhi.

Riyueren


Witchwood


Quante volte la natura si offre ai miei occhi come specchio... ma, come spesso accade, nonostante io la guardi attraverso la lente di un obiettivo, quindi ben consapevole di stare osservando, i miei occhi sono aperti, sì, ma la mia anima è cieca: per fortuna si tratta di una cecità provvisoria; quando torno a casa e rivedo le foto mi si aprono l'anima, la mente e il cuore (stavolta ho impiegato più tempo del solito, ma è comprensibile: certe visioni interiori non sempre sono incruente).

Witchwood

In questo bosco ho vagato e divagato in lungo e in largo, utilizzando tutti gli obiettivi che ho, senza rendermi conto che stavo camminando anche dentro di me.

Witchwood

Questo è un luogo sicuramente magico ma certamente stregato.

Witchwood

Si tratta, da alcuni cartelli che ho visto per strada, di una zona di caccia al cinghiale...e comunque c'erano diversi bossoli, per terra.

Witchwood

Estremamente silenzioso, ma solo all'apparenza.

Witchwood


Ormai dovrei ricordare che le mie orecchie deficitarie lo sono solo per certi suoni ma non per altri. Dovrei capire, quando certi soggetti "mi chiamano", che il suono del non suono può essere talmente forte da sovrastare ogni mia più intima fibra.

Witchwood

Sono entrata nel bosco alle 14.46 e ne sono uscita alle 15.50 (ho riportato le ore impresse nei file).

Witchwood

Quello che sui file non è scritto è che ne sono uscita quasi di corsa, anzi, veramente mi reggevo a stento, come un'ubriaca: non ce la facevo più, avevo le orecchie sovraccariche come quando, ad un concerto rock, ci si mette troppo vicino alle casse degli altoparlanti. Eppure, a parte me, non c'era nessuno.

Witchwood

Solo ora, dopo che finalmente ho scritto tutto questo, soprattutto le parole all'inizio del post... solo ora comprendo.

Witchwood


Le parole segnano e in-segnano i confini, le immagini aprono gli orizzonti.

Di solito accade il contrario, ma questa volta le immagini, il bosco, hanno spalancato in me orizzonti che non conoscevo: non lo hanno fatto con grazia e delicatezza, è stato come precipitare.

Witchwood


Per fortuna le parole hanno fatto da argini alla piena, mi hanno aiutato a contenere, ad abbracciare: in un secondo tempo, è vero, ma ci sono riuscite.

Hanno insegnato alla mia anima i suoi propri confini, che non sono dei limiti,no,ma certe volte sono necessari, i confini della consapevolezza, quando nel bosco si aggirano predatori.

Witchwood


Ed ora, dopo aver preso, un po' dolorosamente, lo ammetto, coscienza di alcune cose, posso finalmente fare a tutti i miei auguri per un Sereno Anno Nuovo. Buon 2013!

Auguri di Buon Anno