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sabato 13 aprile 2013

Riassunto

Things are us


Dalla memoria cadono i ricordi,
lacrime di colore lungo il volto:
un suono caldo leviga la pelle
un suono freddo scava le mie labbra.
Verrà l'inverno a sciogliermi d'assenza,
ma è così quieta, l'ombra, nella luce!

Riyueren


Una serie di scatti "casalinghi" (ora tutti su Mutazioni, qui ce ne sono solo alcuni) dovuti soprattutto al mio non star bene di questi ultimi giorni, e la mia anima nomade è ripartita per uno dei suoi viaggi: destinazione sconosciuta, lo saprò all'arrivo, come al solito.


Things are us (b/w is me)


E prima ancora, molto prima, la rilettura integrale di Innerland, da cui sono iniziati (e terminati, in un caso almeno) tutti i miei viaggi: volevo raccogliere in un file di Word tutte le poesie... cosa che mi ha letteralmente obbligata a rileggere anche il resto... parole che avevo dimenticato e anche parole che volevo dimenticare.

Things are us


Così questo post è un riassunto del riassunto... uno di quei giorni che ti segni sul calendario (non uso più l'agenda da un pezzo) lo guardi prima di scriverci... poi prendi un bel pennarello, uno di quelli rossi e grossi, e lui schizza via da solo: "da qui".
"Da qui", da me, da me soltanto, da me sola.

Things are us


Vedere l'elastico che è stato Innerland, vederlo tutto nella sua interezza, nell'interezza delle assenze, solo mie, peraltro, le assenze da me stessa, più che le cadute ... l'effetto è stato "grandioso": già, un dolore grande.

Things are us


Ma, come ho scritto, l'ombra è molto quieta, ora, si riposa... e lo fa grazie alla luce ... di cui, in fondo, non è altro che l'abbraccio.


Things are us (b/w is me)

venerdì 2 dicembre 2011

Ultimo post su Innerland (22/11/2011 h.00:01)



Self portrait


  ...Nei blog c'è sempre, o quasi, un "primo post"...questa volta ce ne sarà anche un "ultimo" e di questo ringrazio la mia piattaforma, che almeno mi rende possibile scriverlo, avendo una data ben precisa in cui "il servizio viene dismesso"...
A leggere parole simili, così fredde e impersonali, sinceramente non mi dispiace dovermene andare. 

per ultimo post su Innerland


Bene, allora questo post resterà qui a fare compagnia al mio lupo sinchè non "staccheranno la spina".

In realtà, caro Innerland, sei talmente parte di me che non ci saranno problemi a trovarti un altro posto...no, non mi riferisco a iobloggo, mi riferisco al mio cuore. 

All'inizio non sapevo cosa fare, ho scelto il primo vestito che mi sembrava adatto...in fondo eri nudo...

Sono andata a cercarlo in rete..c'è ancora...eccolo. 
 Innerland

In seguito te ne ho fatti indossare altri due...purtroppo non esistono più...di uno ho potuto ritrovare solo il nome "raggio di luna sopra un filo di vento" o su un filo di vento...non ricordo bene.

Poi è venuto il tempo del template col lupo, e con la musica automatica di sottofondo... I Savage Garden con "Two beds and a coffee machine" (template di Dreamsgraphic).



e infine il lupo bianco con lo sfondo azzurro, template personalissimo realizzato su misura per i miei poveri occhi dalla mia cara amica Krishel

Ci sono almeno due post che voglio lasciare qui, come link, anzi no, come file audio ...perché sono molto simbolici e rappresentativi di questa situazione. E di sicuro spiegheranno molte cose di te e di me, a chi entrerà, fosse anche solo per sbaglio, nella home prima del buio totale. 

Intanto, tu vieni con me. 







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ps: i due file audio, com'è ovvio, non funzionano, si leggono solo su Splinder, almeno per ora. Così, in attesa di trasformarli in due video (ancora non so come, non ho deciso), vi lascio i link qui e anche qui, sono post già salvati su Cruna di Stella.

giovedì 28 ottobre 2010

Amicizia: a Krishel

Unicorno

Cruna di Stella
Che ricami la Notte,
Cucimi un Sogno.

Passa un filo di Luce
Sopra i buchi del cuore.

Riyueren


Come gli amici viandanti che percorrono le strade della mia terra possono vedere, “qualcosa” è cambiato, su Innerland.

Dietro a tutto questo … una piccola storia … ed un cuore grande che l’ha intrecciata … e non sono io: di questa storia sono semplicemente … la cantadora, colei che la canta, nient’altro.

Questa “piccola storia” è per te, cara Krishel che l’hai ispirata, così come sono per te il Tanka “Cruna Di Stella” e la Foto Incantata dell’Unicorno Magico (magica, veramente, perché è una femmina).

Io voglio che tutti, passando da qui, sappiano che la vera amicizia esiste, anche nel mondo virtuale.

 Una telefonata.

“Ciao, Susi, come stai?Ho letto il tuo ultimo post, come vanno i tuoi occhi?”

Non è facile, per me, parlare a voce,spiegare le cose, dire quello che ho dentro, non lo è mai stato … niente di speciale, penso accada un po’ a tutti … me la cavo meglio scrivendo … anche perché molte volte un foglio diventa una coperta di Linus che ti protegge dai freddi venti del mondo.

“Sai, perché, mentre leggevo dei tuoi problemi alla vista, ho pensato che ti saresti trovata in difficoltà col tuo template così scuro”

“Beh, sì, in effetti, faccio un po’ di fatica”

“Senti, io avrei pensato una cosa … se a te non dispiace”

“???”

“Io potrei farti un template col fondo chiaro, ho già trovato un’immagine che, non appena l’ho vista, mi son detta … è la sua”

E così io scopro di avere un’amica dal cuore immenso, che mi fa entrare in un suo spazio privato, dove trovo in prova un template (e chissà quanto ci ha lavorato) un lupo stupendo (è femmina, vero, Krish?) e un titolo bellissimo percorso dalle sue orme magiche.

“L’amico è il vostro bisogno saziato”: mi vengono in mente queste parole di Gibran.

Tutte le volte che entro "a vedere i lavori” e il lupo bianco mi accoglie e trovo un messaggio di Krishel per me sottoforma di post “dimmi se il colore di fondo va bene” “dimmi tu quale tipo di font vuoi “ … ecco, ho sempre in me le parole di Gibran sull’Amicizia.


Noi andremo via, un giorno, dalla vita e anche da qui, chissà se le nostre parole, le mie e le vostre, cari amici viandanti, resteranno a lungo, nel web … questo io non lo so … sicuramente rimarranno un poco più di noi … se fosse possibile io vorrei che rimanesse questo post, a testimoniare che nel mondo esistono ancora anime belle come quella di Krish. 

 ...aggiunta del 17 Novembre 2011:  mentre salvavo qui questo vecchio post mi sono resa conto che fa riferimento ad un template che forse presto non sarà più nel luogo in cui e per cui è nato.Non importa, quello che davvero conta è testimoniare che l'amiciza e la solidarietà esistono, sono possibili.





 

domenica 24 ottobre 2010

Radici (da Innerland)

Radici


Amo osservare le radici. Le ho sempre amate. Ora amo anche fotografarle.

Mi piace sentire la loro forza dentro ai miei occhi.

Sono così vive … penso alla linfa che scorre e nutre la pianta, dalla corteccia alla piccola foglia, dal ramo alla gemma … e mi sembra di avere anche in me quella linfa, che sa di piogge e di giorni di sole … e forse ha la stessa natura del vento e del mio respiro.

Silenziosamente, le radici mi parlano di terra e di ricordi, dissolvono le mie paure così come allontanano o spezzano le pietre che incontrano: se sono troppo grosse le avvolgono, così che anche le pietre diventano parte dell’albero.

Le radici insegnano la saggezza e lo fanno con pazienza. Stagione dopo stagione.

Mi hanno detto che la malattia è l’inverno del corpo … nell’oscurità, l’anima germoglia le sue gemme, non importa quali mani raccolgono i frutti.


Mi piace seguire le radici con lo sguardo nel loro penetrare il terreno e sparire: io so che continuano il  Cammino.

Le immagino correre attraverso il mondo per arrivare al centro della mia essenza, in quel loro ancorarsi notturno così simile al sogno e all’amore.

Sono pellegrine e vagabonde, radici nomadi che restano (e insieme vanno) per sempre. Mi assomigliano, in questo.

Riyueren



 

giovedì 14 ottobre 2010

Dreamcatcher



Acchiappasogni (Dreamcatcher)




Gocciola avanti al giorno un mondo inquieto,

Anche dell’alba ormai sa fare scempio.
Spoglia di sogni va la Notte, nuda

Ne insegue il passo l’ultimo lampione.

Delle parole restano i colori,

Mentre il Silenzio ne protegge l’ombra

Su questa pelle dove sorge il sole.

È troppo chiaro il vento sul riflesso

E troppo increspa l’eco del mio sguardo.

Così rimango ad asciugare i giorni

Uno sull’altro,pioggia dopo pioggia.

 Riyueren

 ... è sempre così: più tu insegui qualcosa, più quel qualcosa ti sfugge.

Molto spesso i pensieri non amano le parole, le vedono come guinzagli (e non sempre rispettosi della loro libertà di volo).

Le emozioni, poi, sono come animali selvaggi: scappano via, ma quando meno te l’aspetti, eccole lì, al tuo risveglio, ad annusarti per bene e decidere che sei un innocuo compagno di giochi.


 
... Camminare i sogni per catturare la realtà. Un cerchio non ha inizio né fine, e l'orizzonte s'inchina tra mare e cielo, una curva che guida il tuo sguardo verso l'infinito. Non c'è un dove o un quando, un sopra o un sotto, ma c'è...Tutto.

Al centro ... l'anima, sorgente e oceano insieme.

L'anima, essenza che cattura e a sua volta viene catturata da tutto quello che coglie nel suo interno.

L'Acchiappasogni è una delle porte del silenzio: della sua rete l’anima è il centro, ma anche ogni singola goccia di rugiada che riluce sui fili.


 (E sono rugiada anche i sogni. Ed è sogno l'anima).

venerdì 8 ottobre 2010

Effimera

Quest’immagine di un piccolo essere alato nasconde non una, ma due piccole storie. Ve le voglio raccontare stasera … e metterò la tag “notturno”, come è giusto che sia, soprattutto per le favole, quelle che si raccontano di notte, prima di cominciare a sognare. Sono due favole ... vere.

 
Effimera


Cammino per volare
Perché la strada è cielo, e la mia vita
È un cuore d’acqua che non puoi fermare.

Riyueren
Il mio cuore d'acqua


Avevo già notato quella piccola “effimera” verde volare per casa.

Ieri pomeriggio l’ho vista posata sul davanzale, in cucina. La finestra era chiusa, non poteva volare via … così ho fatto una corsa in camera mia, ho strappato Milady al sonno del giusto, le ho infilato sull’obiettivo una lente addizionale +4 e ho cominciato a scattare foto.

Ho cacciato Sunny dalla sua postazione alla finestra per paura che la schiacciasse con le zampe.

Io non mi sono accorta che lei era già “volata” altrove e che mi aveva lasciato sul davanzale solo un involucro.

Credo che tutto quello che ci circonda abbia un’anima, anche se a noi sembra inanimato solo perché non è come noi, e magari parla un linguaggio diverso.

Credo che all’interno di tutto, anche di quelle che noi chiamiamo “cose” ci sia una danza, una vibrazione, un suono di vita.

Non mi sono accorta di aver fotografato il vero silenzio.

… allora in post produzione, ho cercato di trasmettere il senso di tutto questo, e forse anche di far vedere dove può essere andata, quella piccola “effimera” verde.


 La seconda storia è la mia.

 
Via dalla pazza folla (Venezia)

 
La Natura dà. E la Natura toglie.

Con me è stata generosa: mi ha dato molto.

Forse sapeva già che c’erano cose che mi avrebbe tolto: e allora me ne ha date molte, perché avessi molto da ricordare, una volta che le avessi perdute.


E questo molto me lo sta togliendo lentamente, perché io possa abituarmi all’idea di non averlo più o solo in parte.

Così stasera io la ringrazio per tutto quello che mi ha dato.
Conoscere è meraviglia

Grazie per il senso della solitudine, che forse è l’unico che non mi toglierai: se non lo avessi mai avuto non avrei potuto vederti e amarti in tutto quello che di tuo ho attorno, non avrei potuto scriverne, perché non ci avrei neppure pensato.

Grazie per avermi dato una voce che, almeno sino a quando potrò sentirla, mi permette di cantare come un uccellino quando sento arrivare il sole dopo il temporale.

Hai affinato le mie orecchie ai suoni, alla musica, al canto degli uccelli, che è stato il primo a sparire ma a rimanere intatto nei miei ricordi o nei sogni.

Grazie per i miei occhi, che per un po’ ancora saranno le mie orecchie di riserva, per cogliere i movimenti, anche i più piccoli, e per vedere la luce e percepirla come il suono della tua voce.

Felicità

Io non so perché mi hai fatta così, con una malattia genetica di cui nessuno ancora sa dirmi il nome (e forse non ce l'ha ancora, un nome), né i sintomi ulteriori (prima l’ipoacusia sensoriale, ora la distrofia corneale) .. ma sicuramente avevi i tuoi motivi.

Grazie perché ho come l'impressione che tu stia sostituendo con altri organi di senso più raffinati quelli che mi stai offuscando piano piano.

Imparerò a farne buon uso.
Momenti di gioco sul prato

lunedì 27 settembre 2010

"Fantasia"



Fantasia


La catena rinchiude o protegge?
è prigioniero chi è dentro la casa o chi è al di fuori?

...in realtà, la catena è prigioniera di se stessa: i colori e la luce passano oltre, da entrambe le parti ...entrano ed escono, liberamente.

Riyueren
 

sabato 25 settembre 2010

Trasparenza











Nei riflessi immersi



Nei riflessi immersi
L'origine dei sogni
Dove il mare è cielo.

Riyueren
Così come nell’acqua si trovano i riflessi, così parole ed immagini si specchiano qui, stasera.

Quale tra parola e fotografia sia l’acqua e il riflesso e quale sia il cielo o l’oggetto … io non saprei.

So che voglio scrivere un qualcosa che sappia di luce e di ombra. E che parli della trasparenza.

 
Begato

 “ Trasparente, ma non fragile. Un cigno di vetro o cristallo: la fragilità è solo nell’involucro.

Non importa la forma, che è apparenza.

Importa la luce che crea la forma dal suo interno.

La Luce non è mai fragile.”
 
Trasparenze

Che cos’è la trasparenza? È semplicemente un modo di essere, ed ha molto a che fare con la luce. 

Se ti lasci attraversare dalla luce diventi luce anche tu.

L’involucro, la forma, può consumarsi, spezzarsi: la luce rimane.


Il nostro sguardo può diventare trasparenza, come quello di un animale, di un cane, ad esempio.

 
Sunny
 
Perché c’è un modo di essere, lo ripeto, un modo di osservare, di “vedere”, che ha a che fare con la luce.
 
Fiori Bianchi

Quando la forma s’infrange, è l’amore, quello che resta.

E, per assurdo, quando la forma è spezzata, l’amore può volare liberamente.
 
Goccia

Forse è per questo che si parla di Esseri di Luce, di Angeli, come di entità invisibili.

Non le vediamo perché sono Trasparenza.

Ciò che è trasparente non si fa vedere, ma permette di vedere il mondo attorno. 
 

venerdì 17 settembre 2010

Le mani della memoria

Quel che rimane


Quel che rimane, la realtà del mondo,
Quell’ultimo colore delle cose
Denso di pioggia e caldo di silenzi,
Mi abita dentro al cuore e sullo sguardo.
Come le foglie, mani di memoria
Intrecciano respiri insieme al vento.
Dove la Terra sogna è il mio cammino.

Riyueren
Mother Earth Soul

 … ho un’altra piccola storia da raccontare. Vera, ma non ci crederà nessuno: è troppo strana. Se non fosse successa a me, anch’io stenterei a crederci.

Eppure è così. Tutto è cominciato con il viaggio a San Martino di Lupari.Ed il perché del titolo del mio post, “Mani della Memoria”, è legato a questa foto (insignificante, certo, ma non per me).
 
Old Photo's Shot

“ … Caro Andrea, questa lettera è per te. La mando attraverso il tempo, quindi non occorre il francobollo.

Non ti ho mai conosciuto, ma tu fai parte di me: sei il papà di mio nonno e il nonno del mio papà.


Se tu non ci fossi stato … non ci sarei neppure io.
Non so molto, di te: solo quel che mi hanno raccontato. E sembrano più leggende, che ricordi veri.

Mia nonna diceva che eri scappato di casa da ragazzo, di notte. Sei arrivato a Genova, da San Martino di Lupari. Da qui hai mandato una cartolina alla tua mamma: c’erano sopra le navi, una veduta del porto.

Così lei, povera donna, è corsa dal parroco, disperata, a farsela leggere: credeva che tu volessi imbarcarti per l’America.

Invece eri venuto qui a cercare lavoro, in ferrovia.

Hai sostituito un caposquadra durante la costruzione della “galleria lunga” del Turchino: lo chiamavano “il Moro”, e così “Moro” sei diventato anche tu.

E ti sei fermato in paese: hai fatto lì il tuo nido, la tua casa.

Ho almeno due versioni di questo fatto.

Nella prima ci sei tu che t’innamori della ragazza più bella del paese, ma il tuo futuro suocero esige che chi la sposa deve prendersi in casa anche la sorella zoppa.

Nella seconda, il tuo futuro suocero ti chiede se sei “di questo re”e siccome tu non lo sei (eri nato nel Regno austro ungarico) il matrimonio va a monte.

In entrambe le versioni, va a monte.

Così finisci per sposare Annamaria, che diventerà la mia bisnonna.

E poi sei andato in bicicletta sino in Svizzera a cercare lavoro.

E raccontavi a puntate la storia della tua vita all’osteria del paese, davanti a un bicchiere di vino.

Come puoi vedere dalle foto, sono a San Martino di Lupari. Sì, ci sono arrivata, finalmente: è da quando ero bambina, da quando avevo sentito parlare di te per la prima volta, che desidero vedere i luoghi che tu hai visto, respirare l’aria che tu hai respirato.

Dal 1869 al 2010 sicuramente c’è differenza.

 
San Martino di Lupari - stazione

 
San Martino di Lupari -Edicola votiva
San Martino di Lupari


San Martino di Lupari - cancello

 
 Ma non ha importanza: in questo breve viaggio, durato un solo mattino, i miei occhi hanno visto al di là di quello che c’era veramente.

Hanno visto oltre il tempo: è stato come riannodare un filo spezzato.

Tornata a Portogruaro, in albergo, ora posso dirlo, ho ricevuto un tuo regalo. Attraverso il tempo, sì, penso sia stato così.

Ho preso tra le mani il mio codino, per lisciarlo un poco, lo faccio spesso, quando penso.

E all’improvviso, pensando alla mia assoluta incapacità di fare le trecce, mi sono venute in mente le donne della mia famiglia, le tue figlie, sorelle del nonno, e anche quelle che non ho mai conosciuto.

Ho pensato:”Chissà quante volte avranno intrecciato i loro capelli, mentre io non sono capace per niente”.

Ora lo so che non ci crederà nessuno, ma le mie dita hanno cominciato a muoversi, come se danzassero, sul mio codino, e me lo sono ritrovata trasformato in treccina.

Da quel giorno ho imparato a farmi la treccia da sola … io, che non ero mai stata capace neppure di farla ad altri.

Questo grazie a te, Andrea, e alle “mani della memoria”.

Una volta di più ho capito che abbiamo tutto, dentro di noi, tutto quello che è stato, anche molto tempo prima di noi … dobbiamo solo” lasciare che sia”.

Un abbraccio dalla tua bisnipote.”
 
Milady e io
Milady e io 2

 
San Martino di Lupari

venerdì 10 settembre 2010

Come un fiore spezzato sul fiume

Come un fiore spezzato sul fiume

Come un fiore spezzato sul fiume
Sogni via, verso il cuore del mare
Il mio sguardo ti tiene per mano.
Riyueren
Quando ero bambina tu mi tenevi per mano: io guardavo all'insù e vedevo un papà molto alto, un gigante, per me, così piccola.

Ero innamorata di te, come tutte le bambine lo sono del papà: non volevo che tu andassi a lavorare, correvo ad abbracciarti sulla porta di casa e ti chiedevo di rimanere.

Vorrei che tu rimanessi, anche ora. Sei molto cambiato, papà, non mi sembri più così alto e so che se stavolta te ne vai non è per andare a lavorare.

Posso starti vicina, però. Sono io che ti tengo per mano. Non ti lascio da solo, stai tranquillo, non avere paura.

Io non sono brava a cucire, ma vedrai, ci "metteremo una pezza".

giovedì 9 settembre 2010

Graceful

"Graceful" è il titolo di questa foto (splendida, come sempre) del mio amico flickeriano Luigi Mancini.
Al solito, Luigi mi ha chiesto di scriverci sopra qualcosa.

Volevo fare qualcosa di nuovo, estemporaneo, come succede ogni volta che guardo una sua foto.

Invece ho cominciato a "vedere", collegate alla foto, delle parole scritte da me, sì, ma tanto tempo fa.

Insomma, alla fine ho deciso di seguire il cuore e l'istinto.

Così ecco la foto insieme alle mie vecchie parole.

IN CAMMINO

Non cercherò più somiglianzeCon gente dall'abito orlato di nebbia
O che avida stringe i suoi stracci di sole.
Io non voglio più chiedere.
Non siederò più all'angolo di ogni strada
Che m'incrocia la vita.
Non porterò il peso di un'elemosina frettolosa.
Mi spoglierò di questo amore che indosso,
Lo lascerò senza nome per strada,
Che nessuno più venga a chiedermi,
Sapendo che è mio,
Che cosa pretendo nel cambio.
Scuoterò dal mio corpo la polvere,
Mi alzerò e andrò oltre,
Dove non sono sentieri.
Con l'anima sola, verrò al giorno che nasce.

Riyueren
 

Son passati diversi giorni da quando Luigi ha inserito le mie parole sotto alla sua foto.

Son passate molte cose, nella mia vita, non solo nella mia anima.

E alla fine ne è nato qualcosa, uno dei miei piccoli mondi.

Lo lascio qui, insieme ad un'altra foto ... mia, questa volta.

 
Sunset Sky

Mi spoglio di quel che non sono:
Io non vesto il mio cuore di stracci:
Che farei, quando viene l’inverno?

Riyueren
 Già, ci si può abituare a vedere la propria anima rivestita di stracci. E magari crederli vesti preziose, perché qualcuno ti aveva detto che era un regalo (il cartellino del prezzo, ahimè, salato,non era certo in bella vista).

Ci si abitua anche a stare male continuando a credere di stare bene.

....Quelle famose vesti rattoppate che non vanno bene neppure d’estate: troppi spifferi. Troppo vuoto addosso. Troppo freddo.

Troppo “altrui” e poco “me”.


Ora va meglio.

martedì 31 agosto 2010

Sul fiume Lemene

 Il Vero in me significa Silenzio,
ne è splendore quieto ogni respiro.
Come una vena, l'onda sul canale
scorre di cielo e l'erba la sostiene.
Poi sul tramonto il sangue di una stella
accende l'orizzonte della notte.
Riflessi e capovolti lungo il fiume
anche i miei occhi vanno verso il mare.
Io viaggio, muta, al centro dei colori.

Riyueren 
Tramonto in Praglia

Stanotte voglio raccontarvi un sogno.
Una storia, anzi, meglio, un sogno, vero. Mai sentito di un sogno che “ti apre gli occhi”, ma è andata proprio così.

… era la seconda notte che dormivo a Portogruaro …

… sarà stata la magia del fiume che scorre di fianco all’albergo … il Lèmene è di una pace e serenità assolute … non è esatto dire che scorre … forse è meglio il verbo “abbracciare” … o magari anche “accarezzare” … devo dire che sin dal nostro arrivo anche i miei occhi abbracciavano e accarezzavano non solo il fiume, ma ogni cosa su cui io li posavo.

Forse il mio sogno ha avuto origine da questo … chissà …

“ C’è una casa.
Non l’ho mai vista ma so che mi appartiene: è mia da sempre. Eppure non ci sono mai stata.

Vado a vederla.

Devo salire, non è in piano: dei vialetti – giardini mi guidano all’ingresso.

Sembra antica ... ma non vecchia.

Una pianta di kiwi, pesante di frutti, è cresciuta sino all’altezza della finestra della cucina, dei rami entrano dentro, persino.


Come so che quella è la cucina e che la casa è mia?

Perché ci abito. Ma come si può abitare da sempre in un posto e non saperlo? ... addirittura non averlo mai visto? ...eh...si può, si può ...


La porta d’ingresso è piccola e per entrare in casa bisogna salire una scaletta di legno, come quando da bambina andavo nel solaio dei nonni.

Ma la cucina è bella e spaziosa, foderata di legno lucido e chiaro.

Sembra di muoversi in un mondo incantato: ci sono piante rampicanti, barattoli di marmellata … scopro che sono tutte cose fatte da me ... erbe medicinali secche e fresche … ho raccolto anche quelle nel mio orto – giardino … me lo dicono alcune amiche che stanno lì e che non so da che parte sono arrivate, ma so che sono amiche mie.


Improvvisamente arrivano delle persone: sono degli agenti immobiliari, hanno molta fretta, dicono che io ho messo la casa in vendita.

Ma come? Se non sapevo nemmeno che fosse mia, la casa.

E poi a me piace, io non la vendo, me la tengo per me. Sarà anche vero che ci ho sempre abitato, ma è la prima volta che la vedo, quindi, cari signori, la vostra presenza non è più necessaria.

E poi, ecco arrivare un’altra persona, che io ben conosco.

“Dalla a me. La prendo io, la tua casa. Io la prendo, così poi te la regalo”.

Mi domando perché dovrei dar via la casa dove abito per poi farmela regalare … se è già mia …”

 A quel punto, era già l’alba, mi sono svegliata più serena anche del Lèmene e dell’erba che ci si specchia dentro.

Ovvio che questo sogno abbia un senso solo per me … ma non è mica detto … è per questo che l’ho scritto qui. Non si sa mai …
Toeletta