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domenica 29 maggio 2016

Il Mercato

Passionflower


Nessuna bancarella nel mercato,
soltanto folla che scorre
come un fiume
e come un fiume quando è troppo pieno
straripa sopra terre di follia.

Nessuno espone merci,
nel mercato,
ma qui ogni cosa ha un prezzo
a volte anche nascosto:
tutto viene venduto
ed acquistato.

Chi sono i venditori?
Li riconosci dallo sguardo stretto
e dalla voce acuta
quando risale a sovrastare il cielo
offrendo doni che non hanno prezzo.
I compratori hanno gli occhi larghi
e bocche mute e tristi
ma spalancate ad eventuali offerte.

Tu credi di fare buoni acquisti
o di ricevere sconti ed occasioni.
In realtà a caro prezzo paghi
e soprattutto quando sono doni.
Non circola moneta nel mercato,
si paga col dolore anche il silenzio.


Riyueren

mercoledì 6 gennaio 2016

Solo parole

Avalanche Rose

Perdute, smarrite lungo le vie del bosco
e nelle mani
senza più sassolini bianchi o neri...
solo parole, senza più casa e senza direzione
inconsapevoli cigni solitari
anatroccoli brutti
in fuga dalle ali
fiammiferaie spente
nell'infinito freddo
di città frettolose e senza luce
fragili sirenette senza gambe
e mute anche negli occhi
tra fogli bianchi e mari di silenzio...

Solo parole senza mai nome e voce.
Vado a cercarle, a prenderle per mano:
me le riporto al cuore, alla mia casa.


Riyueren


Avalanche Rose

domenica 3 gennaio 2016

sabato 8 marzo 2014

Per la mia festa

Fior di pruno

Non voglio morire prima d'esser morta,
sarebbe un morire troppo lungo:
non voglio vedere l'agonia dei sogni
cadere come polvere sull'alba.
Inevitabile, morire, ed io lo riconosco
ma lasciatemi morire di vita,
non voglio cure per questa malattia.
Prima che i miei occhi
si chiudano per sempre
lasciatemi spazi di luce,
che io possa vedere l'amore.
Prima che i miei passi
si arrestino per sempre,
lasciatemi la riva del mare,
che io possa incontrare l'orizzonte.
Prima che la mia voce
taccia per sempre,
lasciatemi libera la bocca,
che io possa cantare i miei silenzi.

Riyueren





Fotopoesia

giovedì 9 maggio 2013

Che cosa...

The end and a new beginning


Una cosa che era e ora non c'è.
L'hanno vista i miei occhi: era vera?
Le ferite lo sono.
Il mio sguardo è graffiato da quel che non era.

Riyueren


The end and a new beginning

sabato 27 aprile 2013

Dandelions

Wings of dream


Come foglie in un mondo senza vento
e come onde di un mare senza rive,
così al silenzio andiamo e i nostri occhi
spalancati nel buio di domande
portiamo sulle mani per toccare
quello che non vediamo e sta nel cuore:
che siamo noi il vento e le sue rive.

Riyueren


Ho fotografato i soffioni. Ho cercato di capire quello che hanno dentro, quella capacità di abbandonarsi al vento che forse non è nemmeno fragilità, forse è qualcosa di più grande, forse è coraggio...ma è sicuramente poesia


Wings of dream


Ho parlato ai soffioni, anche brontolando, perché non riuscivo a capirne l'essenza. Ma sono stati loro ad arrivare a capire la mia. 

Colpita al cuore.


Wings of dream



La Fotografia è una grande maestra, abitua i tuoi occhi a guardare all'interno... e un'amica: ti aiuta a comprendere quello che altrimenti in te sarebbe oscurità. 

Fotografare per ... fare luce.


Dandelions

venerdì 21 dicembre 2012

Con gli occhi di una rosa

Come una rosa


Con gli occhi di una rosa io ti parlo
mentre il silenzio vela le sue spine.

Vede per me, la rosa,il nostro altrove:
intatta sopravvive alle ragioni
che nel mio cuore scava la tua assenza.

Palpita a neve un canto profumato
e del tuo passo serba orma leggera.

Riyueren


Come una rosa


Un fiore non ha voce, un fiore è profumo, o anche solo sguardo.

Come una rosa


Io non assomiglio a questa rosa, a dire la verità: sono molto più simile ad un'erba di campo o ad un fiore piccino, nascosto.
Ma la rosa, guardandomi, mi ha detto delle cose, senza parole, e altre ancora me le ha fatte capire.

Come una rosa

Come si fotografa un fiore? tecnicamente io sono l'ultima persona che può dire come si fa.

Come una rosa


Potrei dire come si guarda, un fiore. E come ci guarda.

Armonia di rosa

Armonia di rosa

Credevo non fiorisse più, questa rosellina: la piantina era, sembrava, secca, avevo dovuto potarla così tanto che c'era solo uno spuntone, nel vaso.

Come una rosa

Ma ha messo le foglie...e sono diventate gialle...l'ho potata di nuovo, l'ho abbandonata nel poggiolo...ho dovuto: dopo averle cambiato la terra mentre era in casa, la cucina pullulava di moscerini...sparita la rosa, anche i moscerini se ne sono andati, quindi...

Poi, ecco che le foglie rispuntano... anche un bocciolo, uno solo...la rosa fiorisce...cade la neve, fa freddo, la riporto in cucina.

Come una rosa

Una fotografia non nasce mai nel momento dello scatto...no, nasce molto prima.

Armonia di rosa

Sono giorni e giorni che guardo la rosa.

Armonia di rosa


L'ho osservata sino a quando non mi ha detto cosa desiderava.
Voleva aiutarmi a capire alcune cose. Cose di me.

Armonia di rosa


Spesso le fotografie sono l'unico modo che abbiamo per vederci come siamo realmente (questo è il mio pensiero quindi è ovvio che sia questo il mio modo).

Come una rosa

Sarebbe bello poterci vedere, poterci specchiare, negli occhi degli altri...ma non sempre si può.

Come una rosa


Allora ecco che può bastare una rosa.
Una rosa che ti guarda.

Come una rosa


E quando tu l'hai fotografata, allora quella rosa non parla solo a te, di te...quella rosa parla a tutti quelli che la vedono: parla di te... e parla anche di loro.

Come una rosa

mercoledì 31 ottobre 2012

Teatrino (Ombre Blu)

Ombre blu


Rimane ai miei occhi qualcosa di bello:
una luce, il riflesso di un'ombra,
il mio nome appoggiato al silenzio.

La bottiglia trafitta dal sole.
Questo povero niente, il mio tutto.

Riyueren


Ombre blu



Fiori di plastica. Nessuno, a quanto pare, li ama. Non amiamo le cose finte, non quando prendono l'aspetto di quelle vere...o meglio, quando pretendono di esserlo nonostante la falsità evidente.


Fiori di plastica



Come se non ci fossero anche persone di plastica...

Ma io preferisco i fiori di plastica, alle persone finte.

Questo perché finalmente ho capito una cosa. A forza di zuccate nel muro, ma ho capito.


Fiori di plastica


Io non sono "venuta al mondo":credevo, fosse così... invece sono venuta in un teatro d'avanspettacolo (quando va bene).

Quando va male, mi ritrovo in un circo dove ci sono funamboli e giocolieri di parole e tanti altri animali a due zampe, anzi, non animali, bestie inferocite...forse perché sono in gabbia (purtroppo solo in senso metaforico, se ci fossero veramente forse farebbero meno danni, a se stessi, agli altri e all'ambiente). 

Un teatro di burattini che credono di essere i burattinai gli uni degli altri.

Mi sono resa conto di non essere, come comunemente si dice,"venuta alla luce": sono finita in mezzo al buio e alla nebbia.


Streghetta


Non resta che procurarmi una torcia e godere lo spettacolo sapendo che purtroppo ne faccio parte anch'io pur non indossando maschere.

Rimango qui, nel circo teatro, perché, non sapendo da dove sono arrivata, non so se mi conviene tornarci. Magari è peggio.


Streghetta


Nessuno però potrà mai togliermi dagli occhi la bellezza che vedo: resta lì, e non è certo una maschera come quelle indossate dagli attori del teatrino che mi circonda.

Qualche volta mi accade di vederla anche nelle persone, la Bellezza, ma sempre più raramente, purtroppo : molto spesso alla fine si rivela di plastica, soprattutto il sorriso.

Finisco per trovarla nelle cose, o negli animali (a proposito, il mio amico pettirosso è tornato, la foto è dell'altra mattina).

Pettirosso



Posso ancora godere della luce che filtra attraverso una bottiglia di plastica.

Ombre blu, sul muro del mio silenzio.

E non è poco. 


Ombre blu

sabato 17 marzo 2012

Tanka Primaverile

Seasons

Tiepida luce
Di passi silenziosi.
Rami di sole.

A pensieri dorati
Fiorisce il mio respiro.

Riyueren

Seasons

domenica 5 giugno 2011

Papavero Nomade

Papavero



Quel che di me non so è quel che sono
Ed io lo cerco, oltre le parole.
Per coglierne un riflesso come un fiore
Ho lucidato a specchio il mio silenzio.

Riyueren 



..non invento una storia, se racconto la vita di un fiore. 


"Nato ai lati di una strada, ai margini della polvere. In mezzo ad altri fiori come lui, più alti e più bassi, visitato dal vento e da insetti golosi, generoso di nettare e di colore, viveva in solitudine in cima al suo stelo senza sentirsi solo. 

 Papavero  

Il suo cuore era fragile, come le ali di una farfalla: fragile e rosso.

Sembrava che uno sguardo un poco più intenso, anche se ammirato, avrebbe potuto sciuparne la bellezza. 

Anche il vento non era sempre delicato, con il fiore: spesso lo stropicciava per bene, ma il fiore lo accoglieva con un grosso inchino, arrivava a sfiorare la terra... per rialzarsi subito dopo.

Poi, quando il vento andava via, il fiore si metteva a pensare: ragionava sul cielo e le nuvole, gli uccellini e le stagioni, sui suoni del vento e dell'acqua, sul rumore degli uomini.

Sapeva che come ogni cosa viva la sua vita aveva dentro di sé anche la morte.

Ma sapeva anche questo: che tra la vita e la morte c'è l'eternità."

Un fiore rosso lo sa che il suo colore è per sempre: è il colore dell'anima, il colore dell'anima nomade, e nessun sole lo può scolorire. 

lunedì 25 aprile 2011

Euroflora 2011

Euroflora 2011


Un aquilone
Vola sul mio sorriso.
Magico fiore.

 Riyueren

 
Euroflora 2011

Ogni azione è una scelta: anche i pensieri, lo sono.



Quando ho la mia fotocamera tra le mani e vado in giro … anche questa è una scelta … il posto dove andare, i soggetti delle foto … l’obiettivo non è mai veramente “obiettivo”, perché dall’altra parte ci siamo io e le mie scelte.



Inquadro una cosa … e ne escludo automaticamente un’altra.



Non solo: in quello che inquadro scelgo cosa far vedere e cosa no, la luce, la posizione … il diaframma che mi aiuta a delimitare la profondità di campo … il tempo … scelgo quasi interamente io, visto che “vado” sempre in “Manuale”.

 

Sto guardando le foto che ho scattato all’Euroflora … e ripenso alle scelte che ho fatto.

Certe cose si comprendono solo “dopo”.

Io, che quando vado in giro per mostre fotografo sempre gli allestimenti, questa volta mi sono dedicata ai particolari.

Non aspettatevi qui le grandi panoramiche all’interno dei padiglioni, tanto stanno dappertutto in rete, io ho fotografato quello che ho “visto”: quello su cui i miei occhi si sono riposati (leggi:dove han trovato pace e armonia), e non semplicemente “posati”.

Ho camminato dalle 8 del mattino alle 6 del pomeriggio per arrivare a chiedermi, insieme ai miei amici fiori: “Ma che ci facciamo noi qui?”

Una marea di fotografi, con attrezzature di tutti i generi, dal telefonino in su.

Ed io in mezzo a loro che cercavo di continuare a vedere a modo mio, nonostante i colpi di flash e i cavalletti tra i piedi: non è stato facile.

E per il peso della mia borsona e per aver scattato a mano libera, senza flash (che non sopporto) e senza cavalletto al seguito (ci mancava anche il peso di quella ferraglia).
Insomma, tecnicamente parlando molte foto non sono che semplici testimonianze: immagini, appunto.

Ma ora vi porto con me.

 

“ … il treno preso al volo … insieme ad un lungo stormo di gabbiani che non finiva mai ma che ovviamente non ho potuto fotografare … mi sono rimaste impresse nello sguardo le ali, innumerevoli.

 
 Già alla stazione Principe ho cominciato a sentire la musica dei fiori, come un mormorio, una specie di richiamo. A Brignole, dove sono scesa, era ancora più intensa … non assordante, questo no: penetrante.

Un insieme di vibrazioni pure, come solo sanno esserlo quelle dei fiori, non per nulla Bach se ne serviva per armonizzare gli esseri umani.

All’ingresso mi accolgono mille colori di mille corolle gocciolanti della prima annaffiatura. Moltissime sono ancora chiuse, avvolte a spirale, altre cominciano ad aprirsi.




 La luce del mattino è perfetta, comincio ad andare in giro con Milady appesa al collo ,veramente sarebbe meglio scrivere "abbracciata" … non ho una meta precisa … vado dove i fiori mi chiamano.



Prima che l’acqua si asciughi sul terreno, fotografo alcuni riflessi. Anche quelli hanno una voce, un suono, un richiamo che è invito a “vedere”.



Euroflora 2011



Euroflora 2011



  Un immenso giardino, questo è Euroflora, splendido … ma non è naturale, non che i giardini in genere lo siano, la mano dell’uomo c’è sempre (io amo i luoghi incolti e spontanei) … ma questo è anche provvisorio, i fiori lo sanno ma hanno compassione di noi, della Bellezza che manca nei nostri giardini interiori e allora si offrono, condividono …

 


I visitatori cominciano ad affluire, innumerevoli come i gabbiani che ho visto … ma chissà quanti di loro, me compresa, hanno le ali.

Non importa, i fiori aprono per tutti colori e profumi, non chiedono chi sei, che cosa possiedi … si donano e basta.

 
All’Euroflora i visitatori non sono soltanto esseri umani.
 Ecco una velocissima apina. A me e Milady girava la testa, mentre cercavamo di riprenderla nelle sue evoluzioni.

 

Ed un merlo femmina davanti a me, mentre in “pausa pranzo” mangiavo una magnifica piadina vegetariana, ha scavato una buca enorme … mettendosi  addirittura in posa ogni tanto.

                   Euroflora 2011                  
Ad un certo punto mi sono persa in alcune “visioni”: spesso la luce gioca e fa scherzi … di ottimo gusto, naturalmente.




E anche lo zoom (anche lui è stato “nominato”… d’ora in avanti lo chiamerò Sugar) ha voluto giocare un pochino.




 Luci, ombre, forme: mi sono sentita avvolta dalla strana musica di questo giardino… e mi è venuta voglia di fare una cosa che sembrerebbe impensabile, in mezzo a tutti quei fiori colorati: scattare direttamente in bianco e nero.

Euroflora 2011

Euroflora 2011



Euroflora 2011


 …perchè a volte i colori distolgono lo sguardo dell’anima dalla luce vera che è l'essenza e sta nel cuore delle cose."


Euroflora 2011


 
Non voglio far diventare questo post lungo come la mia intera giornata trascorsa all’Euroflora: insieme a queste, altre foto sono su di un apposito set su flickr.

Euroflora 2011

 
 La mia visita, però, non è terminata: continua al mio interno, dove conservo ricordi colorati e odorosi, soprattutto di rose.

 
Euroflora 2011


 .... una parte di me sorride, pensando ad una vecchissima Euroflora, visitata in gita scolastica durante le elementari, con le scarpe bianche della Comunione (mia madre teneva molto a queste cose “d’eleganza”) … ed ai miei piedi completamente rovinati al ritorno a casa.

Almeno stavolta ho potuto fare a modo mio: un bel paio di scarpe comode: nonostante ciò, alla sera, complice il peso dell'attrezzatura fotografica, zoppicavo un pochino..

Ma di sicuro i piedi di questa visitatrice, alla fine della giornata, saranno stati in condizioni peggiori.  

Euroflora 2011