venerdì 29 gennaio 2016

Una farfalla chiamata Libertà (lettera)

A Butterfly called Freedom

Come e quando tu sia riuscita ad entrare in cucina, con le finestre chiuse e in questa stagione, rimarrà un mistero. 

Come tu non sia stata calpestata da noi o dalle quattro zampe di Sunny, anche questo non lo sapremo mai.

Ti ho scambiata, coricata com'eri sul tappetino della cucina, per il rivestimento dello spicchio d'aglio che avevo tagliato per il pranzo: senza occhiali, come mio solito, solo dopo averti presa in mano mi sono resa conto che eri una farfalla.

Ti abbiamo tenuta al caldo: ti sei ripresa, nonostante un'antenna e un'ala smozzicate.

Non volevi più scendere dalle mie dita: non avevo mai visto una farfalla mangiare dalle mie mani. Ti abbiamo offerto dei fiori e hai tuffato la tua proboscide nelle corolle. Poi hai succhiato anche un po' d'acqua dal mio dito: così leggera che nemmeno ti sentivo. Non volavi molto bene, preferivi stare sulla mia mano. Ma mi hai insegnato che la libertà si può avere anche quando non si riesce a volare.Si può assaporare ogni giorno come se fosse un fiore, accontentandosi, accettando.Ci vuole così poco a essere un dono.

E si può accettare anche di arrivare alla fine. Abbandonandosi.Perché la vita è anche questo.

Sei stata con noi due giorni. Ora sei con Mir. Vi immagino insieme sul Ponte dell'arcobaleno. Ci rivedremo, un giorno.


A Butterfly called Freedom

giovedì 14 gennaio 2016

No, io...

Self

No, io non c'ero:
era un bisogno,
un desiderio,
un vuoto,
un'assenza
un'illusione.
Un Sogno
senza fissa dimora
fra i tanti e vagabondi
sogni altrui.

Riyueren



Self

Ricopiare un gesto,
la cadenza di un passo,
la riflessione di un ricordo d'altri,
è tempo estraneo
e non mi assomiglia.

Ricopiare una voce,
ridisegnare un luogo,
lo specchio e il gelsomino...
è questa la mia casa?
no, non è mia: è un luogo sconosciuto.

Freddo, trasmuta in neve ogni silenzio
e sono candide, le orme del dolore.


Riyueren

sabato 9 gennaio 2016

Per Giovanni

Giovanni

Ora la tua camera è in ordine
E la mia anima sparpagliata ovunque.
Ho lavato le tue lenzuola con il detersivo,
la mia faccia con le lacrime.
Ai piedi del tuo letto hai lasciato le ciabatte,
io il cuore.
È tuo il tempo del migrare, tuo il volo
A me restano i vetri dei miei occhi
finestre di pioggia salata
che apro sul tuo andare
per salutarti col sorriso.


Riyueren

Giovanni è ripartito per Freiburg stamattina. Vederlo andare via mi fa venire in mente Mir.


Giovanni

mercoledì 6 gennaio 2016

Solo parole

Avalanche Rose

Perdute, smarrite lungo le vie del bosco
e nelle mani
senza più sassolini bianchi o neri...
solo parole, senza più casa e senza direzione
inconsapevoli cigni solitari
anatroccoli brutti
in fuga dalle ali
fiammiferaie spente
nell'infinito freddo
di città frettolose e senza luce
fragili sirenette senza gambe
e mute anche negli occhi
tra fogli bianchi e mari di silenzio...

Solo parole senza mai nome e voce.
Vado a cercarle, a prenderle per mano:
me le riporto al cuore, alla mia casa.


Riyueren


Avalanche Rose

venerdì 1 gennaio 2016

Dire


Alba del 31 dicembre

Dire senza più dire
a chi nemmeno ascolta,
a chi nasconde
sotto un cappello di parole altrui
orecchie chiuse da troppi nomi e voci.


Riyueren


Alba del 31 dicembre