Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

mercoledì 7 settembre 2016

Da un unico seme

Piuma

Da un unico seme
la spina e la rosa.
C'è pioggia nell'azzurro del cielo
e c'è il sereno nel cielo tempestoso.

In un solo respiro
la sorgente
del canto e del silenzio,
ed è il sole che genera le ombre.

Ma troppe volte lo sguardo
è cieco anche a se stesso...


Riyueren

venerdì 26 agosto 2016

Inchiostro fluttuante

Suminagashi

Il tempo fluttua come l'inchiostro sull'acqua, poi s'imprime nella  tua vita come se fosse un pezzo di carta: la tua anima assorbe quell'attimo irripetibile che è già memoria ... l'acqua dei tuoi giorni ora diventa un foglio bianco su cui ricominciare.

Suminagashi

Queste sono strade fluttuanti dove i passi affondano e annegano, ubriachi di sogni.

Se esiste una meta bisognerà abituare lo sguardo a distinguerla fra i miraggi di questo deserto virtuale, più rovente ancora della realtà di sabbia su cui tutti camminiamo.

L'inchiostro offre i suoi doni, gli specchi fluttuano e qui non puoi che vedere te stesso.

Mirrorless in the mirror

sabato 25 giugno 2016

Scelte

da "Il verbo degli uccelli"

Gli uccelli in volo sfidano l'asfalto
Con i miei occhi in volo
io sfido l'asfalto del silenzio.


Riyueren


Lo sguardo può scegliere su cosa posarsi e anche emulare le sfide degli uccelli quando in volo arrivano a sfiorare la strada e poi sfrecciano via.

I miei occhi volano a sfidare il silenzio che sempre più mi circonda.

E come gli uccelli gioiscono del cielo così io trovo la mia gioia nell'ascoltare i canti della luce nell'ombra.

Il mio cuore può scegliere come il mio sguardo. Una scelta non spunta come un fungo, è sempre la diretta conseguenza di scelte che stanno a monte, soprattutto quando sono scelte che altri hanno fatto.


Cimitero monumentale di Staglieno

domenica 29 maggio 2016

Il Mercato

Passionflower


Nessuna bancarella nel mercato,
soltanto folla che scorre
come un fiume
e come un fiume quando è troppo pieno
straripa sopra terre di follia.

Nessuno espone merci,
nel mercato,
ma qui ogni cosa ha un prezzo
a volte anche nascosto:
tutto viene venduto
ed acquistato.

Chi sono i venditori?
Li riconosci dallo sguardo stretto
e dalla voce acuta
quando risale a sovrastare il cielo
offrendo doni che non hanno prezzo.
I compratori hanno gli occhi larghi
e bocche mute e tristi
ma spalancate ad eventuali offerte.

Tu credi di fare buoni acquisti
o di ricevere sconti ed occasioni.
In realtà a caro prezzo paghi
e soprattutto quando sono doni.
Non circola moneta nel mercato,
si paga col dolore anche il silenzio.


Riyueren

domenica 17 aprile 2016

Io sono in viaggio...

Every journey begins with a movement of the soul

Per conoscere la mia terra,
accarezzare il cielo,
sciogliere i confini,
percorrere i silenzi
annusare il vento
liberare i sogni
...Io sono in viaggio.

(Se non parti
non avrai mai
un luogo a cui tornare).


Riyueren


Soap bubbles

sabato 27 febbraio 2016

Un'esperienza

Invito

Che posso dire di questa esperienza conclusa ieri sera? Ci vorrebbero troppe parole, allora lascio siano le immagini a parlare: nei prossimi giorni piano piano scriverò i miei pensieri, quelli che andavo fissando sulla carta ogni giorno, tra un visitatore e l'altro.


Ad ogni modo posso già dire che la mia vita è molto cambiata (in meglio).
Non ero lì per vendere, ma sono diventata ricca...nell'anima, grazie alle parole e agli sguardi di chi entrava in quella piccola sala, riceveva in dono i miei sguardi e le mie parole, sia scritte, sia parlate. Poi vi racconterò.

Qui ci sono alcune immagini (qualcuna anche col telefonino) e un video meraviglioso che due stupende persone, Bruno Cherin e la moglie, Lina La Guardia, mi hanno offerto alla presentazione della mostra. Per me è stata una vera sorpresa: non mi avevano mai filmata, figuriamoci intervistata: ho scoperto una "me" che non conoscevo proprio.






Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



Mostra fotografica



venerdì 29 gennaio 2016

Una farfalla chiamata Libertà (lettera)

A Butterfly called Freedom

Come e quando tu sia riuscita ad entrare in cucina, con le finestre chiuse e in questa stagione, rimarrà un mistero. 

Come tu non sia stata calpestata da noi o dalle quattro zampe di Sunny, anche questo non lo sapremo mai.

Ti ho scambiata, coricata com'eri sul tappetino della cucina, per il rivestimento dello spicchio d'aglio che avevo tagliato per il pranzo: senza occhiali, come mio solito, solo dopo averti presa in mano mi sono resa conto che eri una farfalla.

Ti abbiamo tenuta al caldo: ti sei ripresa, nonostante un'antenna e un'ala smozzicate.

Non volevi più scendere dalle mie dita: non avevo mai visto una farfalla mangiare dalle mie mani. Ti abbiamo offerto dei fiori e hai tuffato la tua proboscide nelle corolle. Poi hai succhiato anche un po' d'acqua dal mio dito: così leggera che nemmeno ti sentivo. Non volavi molto bene, preferivi stare sulla mia mano. Ma mi hai insegnato che la libertà si può avere anche quando non si riesce a volare.Si può assaporare ogni giorno come se fosse un fiore, accontentandosi, accettando.Ci vuole così poco a essere un dono.

E si può accettare anche di arrivare alla fine. Abbandonandosi.Perché la vita è anche questo.

Sei stata con noi due giorni. Ora sei con Mir. Vi immagino insieme sul Ponte dell'arcobaleno. Ci rivedremo, un giorno.


A Butterfly called Freedom

giovedì 14 gennaio 2016

No, io...

Self

No, io non c'ero:
era un bisogno,
un desiderio,
un vuoto,
un'assenza
un'illusione.
Un Sogno
senza fissa dimora
fra i tanti e vagabondi
sogni altrui.

Riyueren



Self

Ricopiare un gesto,
la cadenza di un passo,
la riflessione di un ricordo d'altri,
è tempo estraneo
e non mi assomiglia.

Ricopiare una voce,
ridisegnare un luogo,
lo specchio e il gelsomino...
è questa la mia casa?
no, non è mia: è un luogo sconosciuto.

Freddo, trasmuta in neve ogni silenzio
e sono candide, le orme del dolore.


Riyueren

lunedì 28 dicembre 2015

Comunicazione e riflessioni

Reflections

Mi rivolgo in primo luogo a chi è sempre entrato qui con buone intenzioni e spero abbia trovato in questo luogo qualcosa di gradevole e in me, se non un'amica, almeno una persona  con cui ci si può rapportare in modo normale e civile.

Sono, come si suol dire, "in rete", dal dicembre 2007 con le mie foto e i miei scritti e mai mi era capitata una cosa simile, cioè di essere oggetto da un lato di molestie ingiustificate da parte di una persona che nemmeno conosco e da un altro di controllo di ogni cosa che scrivo, dove vado a commentare, cosa dico...ecc...ecc..

Mi sono trovata, per dirne una, indirizzata ad un blog dove campeggia oltre a strane minacce nei confronti miei e di un blogger che conoscevo sin dai tempi di Splinder, una foto di una donna che bacia un pettirosso morto sulla sua mano. Per chi sa della mia amicizia con il piccolo Mir e del mio dolore per la sua assenza ormai definitiva questa non potrà che apparire una vera cattiveria nei miei confronti.

Ho preso così una decisione.

Non intendo privatizzare o peggio cancellare questo mio spazio, perché mi piace potermi esprimere liberamente in un posto tutto mio.Le ingerenze di cui sopra, però, mi costringono a chiudere i commenti, nonostante ci fosse la moderazione (non ho mai, ripeto, mai, sino ad oggi, dovuto e voluto cancellare un solo commento).Il motivo è presto detto: non intendo che, scrivendo commenti qui da me, altre persone possano essere coinvolte in una cosa simile, che è evidentemente opera di una persona che ha non pochi problemi (che le siano stati causati, non da me, tra l'altro, ma, come sostiene, da altra persona, io cosa c'entro?). Non sia mai che i miei commentatori subiscano le molestie di cui sono oggetto io in questi giorni.

Devo concludere che questo mondo virtuale non fa per me, per cui, altra decisione, me ne starò in questo spazio restando in rete solo ed esclusivamente con le cose che faccio e basta. C'è una pagina apposta per i contatti e molti di voi hanno il mio recapito, per cui non sparisco del tutto come forse certa gente vorrebbe.

Non escludo di sporgere denuncia, comunque, se le minacce dovessero continuare.

Sono sempre stata una solitaria. Ritorno ad esserlo. Se vi fa piacere, continuate a seguirmi. Se non potrete più lasciare traccia del vostro passaggio qui non sentitevi a disagio, sentirò lo stesso la vostra presenza e cercherò di fare sempre meglio.

Il mio abbraccio.

Susanna

Reflections

 

Reflections

 

Reflections

venerdì 15 maggio 2015

Permesso (d'esistere)

Genova, 10 maggio 2015

Sputare esatto
nel cuore di se stessi
è un' opera di alta acrobazia:
ci vuole estro, cogliere il momento.
Quest'arte del dolore, come sport,
la pratico da quando ero bambina.
Ho imparato seguendo con impegno
la traiettoria delle frasi altrui.


Riyueren



Genova, 10 maggio 2015

lunedì 6 aprile 2015

Gli occhi



Villa Panza - Varese

Gli occhi mi guidano all'ascolto
e sulle labbra
le parole acquistano una forma.
Consonanti visibili e vocali:
così la frase si compie nel mio sguardo.

Ma chi li aiuterà, i miei occhi,
se l'orizzonte a un tratto si raddoppia,
sulle spalle ogni linea mi s'incurva
per adagiarsi obliqua sopra al cuore?


Riyueren



Villa Panza - Varese

I miei occhi sono tutto l'aiuto che ho: mi ci appoggio sempre di più, come ad un bastone, anzi, due, come le stampelle. Sorreggono la mia comprensione del mondo: non mi sfuggono i suoi movimenti, anche i più impercettibili.


So leggere le labbra delle persone: vocali e consonanti si susseguono in un insieme di forme che mi guida al senso compiuto, al significato, al di là dei suoni che sfuggono sempre più velocemente alle mie orecchie.

Ora devo trovare un aiuto per questi occhi che da tanto fanno un doppio lavoro: guardano e ascoltano. Sono stanchi. Prosciugati dalla mia inquietudine di "vedere" e dalla fretta di comprendere quello che "vedo".

Occhi diventati troppo sensibili: un alito di vento, una giornata di sole pieno li feriscono. 
Mi regalano immagini sorprendenti della mia essenza e nel farlo si consumano.

Sono coraggiosi, i miei occhi: come falene si fissano a questo schermo, a questa luminosità virtuale che sola permette la visibilità dei miei sguardi a me stessa e al mondo con cui li condivido.

Ardono e bruciano ancora di più quando li rivolgo al mio interno.
Piangono al mio posto, i miei occhi: piangono le lacrime che io vorrei trattenere.

Sfidano i contorni del mondo, che sempre più sfumano uno nell'altro e si sdoppiano: poveri miei occhi, che continuano il loro cammino generoso in questo labirinto che si fa via via più silenzioso.

Solo la mia anima, credo, avrà la forza per sorreggerli.

Villa Panza - Varese

mercoledì 1 aprile 2015

La terza foto

Esplorazioni

Ci sono due foto nei miei occhi.
A sinistra un cane e il suo naso
assaporano luci su selciati di ombre.
C'è odore di oscurità,
un sentore di gabbia e guinzaglio.
Ma nel sole al mattino
un presagio si può anche ignorare.
A destra un piccolo uomo esplora
il dipinto di vita e di morte:
si chiederà, forse,
il nome del pittore
il perché dei suoi gesti a colori.
Un giorno ricorderà ogni domanda
come un sogno lontano.
Io vengo per ultima.
Sono la foto che non c'è.
L'invisibile scatto di ogni giorno.
Mutevole immagine del tempo nel Tempo.
Nella camera oscura del cuore
mi vado formando di sguardi e silenzio.


Riyueren


Esplorazioni


Io sono la terza foto di due: essere invisibile non significa non esistere. La farfalla chiusa nel suo bozzolo, non più bruco e non ancora farfalla è un presente in divenire... esattamente come una fotografia. Che uno scatto "fermi" in qualche modo un qualcosa o un qualcuno è una pia illusione (non certo mia, però).
Un'immagine non è che un inizio, un brodo primordiale di luci e di ombre, talvolta soffuse di colori, talvolta nude.
Un big bang del cuore: da quell'esplosione stellare nascono altri sguardi, altri mondi...altri percorsi.
Ogni fotografia si avvolge nel suo bozzolo, poi trova le sue ali e vola via, portandoti con sé.
Cresce, ti sgretola, come una piantina sa fare con l'asfalto.
Poi fiorisce.
E ci sei tu, sulla sommità del suo stelo.

Major Arcana: Strength

martedì 24 febbraio 2015

Nell'erba

Nell'erba

Da un seme indesiderato
che cosa può nascere
se non esilio e solitudine?

Non ho una terra a cui tornare:
le mie radici stanno tutte in una tasca
affondano lì insieme a queste mani.

Nulla mi trattiene e io nulla trattengo
Nulla mi possiede e io nulla possiedo

A differenza degli alberi
posso rotolarmi
nell'inquietudine del vento,
vagabondare di strada in strada
trascinarmi o danzare sulla polvere.

A differenza delle pietre
non aspetto un calcio o una mano
per potermi muovere:
avanzo e cado e mi rialzo da sola.

La pianta del mio orgoglio
cresce rigogliosa nell'ombra
timida come una violetta:
nasconde la sua vita
lungo i muri
un sottile profumo di pioggia.

Riyueren

Nell'erba

mercoledì 18 febbraio 2015

A Doll's House (dedicato a Nora)

Curtains

Non vi porrò più domande indiscrete
Né vi risponderò con modi non garbati
Chiuderò le parole nella bocca
e stringerò le labbra così forte
che non potranno uscire.
I miei silenzi saranno dignitosi
ed io finalmente presentabile,
muta come una bambola.
Potreste legarmi il capo al fondo di una corda
e poi tirarlo in su o farlo ricadere
per farmi dire sì o no a vostro piacimento.
Resterà il mio sguardo
ad avere ancora troppa voce
per chiedere o solo per rispondere.
Se può essere un problema, non lo so:
se volete accecatemi come gli usignoli
per vedere se poi canto le canzoni che vi piacciono
... ma prima dovete riprendermi
e rimettermi in gabbia.


Riyueren


Il piacere di pensare



venerdì 30 gennaio 2015

Apertura

Prima del tramonto

Non esistono giorni qualunque. Ogni giorno è sempre straordinario. Ogni giorno, ogni respiro, ogni sguardo, ti aiuta a guadare il fiume della vita, devi solo stare attenta a come posi il pensiero. 

Noi siamo finestre sul cielo. Dovremmo aprirci e lasciare che il cielo entri e si rifletta in noi. E dovremmo riflettere sul cielo, sul vento e sulle nuvole. Siamo così effimeri, siamo un semplice soffio, un riflesso sul vetro.
Dobbiamo accettare anche le nuvole, ogni tempo, ogni stagione. Dobbiamo accettare che la pioggia ci solchi quando magari meno ce l’aspettiamo e ci confonda lo sguardo.
Dobbiamo accettare che venga il buio, il freddo.
Siamo finestre sul cielo. Finestre nate per aprirsi, per spalancarsi al mondo e a se stesse.

Così ho scritto ieri su Mutazioni, così mi trovo a riflettere ancora oggi.

Finestre sul cielo

Quello che veramente conta è l'apertura: certo, aprirsi significa rendersi visibili, esposti nelle nostre zone più intime e proprio per questo più indifese...può anche essere che ci si debba richiudere una volta ancora, nascondersi nel fondo di se stessi per far rimarginare le ferite; può accadere aprendosi al mondo al di fuori di noi, è vero. Del resto io dico sempre:" Come posso sapere che mi devo chiudere se prima non mi apro?".
Ma mai, dico mai, può accadere questo quando ci si apre a noi stessi.

E allora apriamola, questa finestra che siamo, apriamola al mondo esterno e soprattutto a quello interiore.

Finestre sul cielo

Non temo le ferite del mondo: non sono mai mortali, quelle.
Ti restano le cicatrici, specialmente nel cuore, ma se non ci si apre, se non si esce dal bozzolo, se non si distendono le ali... come può volare, l'anima?

Finestre sul cielo

domenica 18 gennaio 2015

Broken angel

Angel broken

Confesso a me stessa
e al mio specchio
che ho molto peccato
in parole, opere ed omissioni.

Per mia solitudine, mia solitudine
mia grandissima solitudine.

Nessun riflesso da supplicare.

Ho portato con me la bambina,
via dalla casa, via dal rumore.

Sulla punta delle dita
ho posato il silenzio:
voglio che l'anima mi abiti piano,
voglio toccarla senza parole.

Tutto il resto è rimasto alle spalle:
il dolore dei suoni, il mio nome,
quelle scarpe di nebbia, le foto,
gli stracci, un profumo di seta.

Ora tengo con me la bambina:
niente più suicidi di sogni.

Riyueren


Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

venerdì 9 gennaio 2015

L'Ospite

Fork's shadow

Io sono l'Ospite.

Dopo un po'
le mie domande puzzano.
Ma se sto in silenzio
a puzzare è il mio sguardo.

Io sono l'Ospite.

Ho ascoltato lacrime,
aggrappata alla nebbia
nel ventre di ogni casa
che ho abitato.

Io sono l'Ospite.

Sono arrivata nuda. 
Mi hanno rivestita di parole.
Non erano su misura.
Mi stringevano da tutte le parti.
Me le sono rivoltate addosso.
Si sono viste le cuciture.
" Soltanto sogni - mi hanno detto -
Prenderai freddo".

Erano così ciechi
da mettermi gli occhiali
per vedermi meglio.
Avrebbero preferito lasciarmi nuda
piuttosto che così mal vestita,
documento muto e vivente
della loro amorevole incuria.

Non sapevano che gli stracci
cuciti di sogni e dolore
sono piume calde.

Non credevano 
che si potesse volare in ogni stagione.

Riyueren


Il viaggio

giovedì 20 novembre 2014

Parole d'autunno

Riflessi d'autunno

A somiglianza d'alberi
crescono le parole:
sento il fruscio dei suoni
farsi radice e bere nel mio cuore.

Dal calice del vento
traboccano d'autunno i miei pensieri
mentre ad altre stagioni inoltro il passo.

Vorrei poterti dire
di quanti sogni germina il silenzio
dal seme dei tuoi baci:
la mia corolla apro sul tuo stelo.

Albero è la parola e mi riflette d'acqua:
muto di foglie cresce il nostro bosco.

Riyueren


Riflessi d'autunno

Non è fragile, il Silenzio. Come non lo è la Bellezza: le foglie non cadono a terra, sono semplicemente stanche di danzare nel vento... si riposano un poco ai piedi degli alberi oppure si cullano nell'acqua.

Riflessi d'autunno

Rifletto la mia vita nei riflessi di questi piccoli laghetti di un parco milanese. Il mio sguardo indossa foglie gialle e rosse. 

Riflessi d'autunno

La felicità è questa: aprirsi come un fiore sullo stelo di uno sguardo simile al tuo.


Riflessi d'autunno